La malattia celiaca o celiachia è un'intolleranza permanente
al glutine, un complesso di sostanze azotate che si
trova in alcuni cereali, come avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. La diagnosi per la celiachia
comprende la ricerca di specifici anticorpi e esami invasivi quali la
gastroscopia. Quest'ultima può essere motivo di disagio per la maggior parte
dei pazienti, per questo il mondo scientifico è sempre alla ricerca di
possibili alternative, meno invasive, specialmente per i più piccini.
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lunedì 8 maggio 2017
Celiachia e bimbi: in arrivo un test per la diagnosi
della Dott.ssa Flavia Altieri
lunedì 24 aprile 2017
Pigrizia? Più ci si ferma, più manca la voglia di muoversi!
della Dott.ssa Flavia Altieri
Un buon proposito per
il nuovo anno? L'iscrizione in palestra! Ma in molti casi, dopo
l’entusiasmo iniziale, si finisce per abbandonare o addirittura non iniziare.
Una delle ragioni per le quali continuare a insistere nell’attività fisica è
così difficile potrebbe risiedere nel fatto che l’inattività è come un circolo
vizioso: più si è inattivi più diminuisce il desiderio di muoversi e il peso in
eccesso accumulato magari durante le feste c’entra solo fino a un certo punto,
contano di più alcuni meccanismi interni al cervello. E’ quanto emerge da una
ricerca del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases,
parte dei National Institutes of Health americani, pubblicata su Cell Metabolism.
domenica 12 marzo 2017
Una dieta fortemente ipoproteica (VLPD) riduce l’acidosi metabolica in soggetti con insufficienza renale cronica… e non solo
del Dott. Elpidio Di Mattia
L’acidosi metabolica è una
alterazione dell’equilibrio acido–base caratterizzata da riduzione della bicarbonatemia,
associata o meno ad acidemia. Essa è di frequente riscontro in clinica, in
particolare nel paziente critico e/o con insufficienza renale. In ambito
nefrologico tale condizione si può manifestare a causa di una riduzione del
filtrato glomerulare ed il conseguente accumulo progressivo di acidi fissi,
derivanti dai processi metabolici secondari all'alimentazione. L’acidosi, sia
in acuto che in cronico, è clinicamente rilevante in quanto si associa a
significative alterazioni del metabolismo cellulare, contribuendo a modificare in
senso negativo la prognosi del paziente, in termini di incremento sia della
morbilità che della mortalità. Le odierne linee guida raccomandano il
trattamento dell’acidosi con alcali allorquando la concentrazione ematica di
bicarbonato sia < 22mmol/L, in maniera da prevenire le complicanze ad essa
annessa come insulino-resistenza, malattie cardiovascolari e progressione della
malattia renale. La correzione della condizione di acidosi può essere
effettuata sia attraverso la somministrazione farmacologica di alcali o di
bicarbonato di sodio, ma anche attraverso una dieta ricca di frutta e verdura.
In aggiunta, la terapia conservativa dell’insufficienza renale cronica, che
prevede l’utilizzo di diete ipoproteiche, è stata riconosciuta come una vera e
propria terapia nutrizionale con l’obiettivo di ottenere una riduzione
dell’apporto di sale e del conseguente grado di ipertensione, dei livelli di
assunzione di fosfati, della proteinuria ed un ritardo dell’inizio del percorso
dialitico; tutto ciò attraverso un ridotto carico di cataboliti ed il
raggiungimento di un miglior controllo metabolico.
Aborto e vitamina D
della Dott.ssa Gabriella De Rosa
La vitamina
D è ben nota per le sue capacità di regolare l’omeostasi di calcio e fosforo,
mantiene in salute le nostre ossa ed è benefica per cuore e sistema nervoso.
Essa è ottenuta dall’esposizione al sole o con la dieta, attraverso alimenti
come olio di fegato di merluzzo, pesci grassi, uova,
fegato, carni rosse e verdure verdi.
La carenza di vitamina D è una condizione molto
diffusa: esporre al sole almeno il viso e le braccia per 15-20 minuti al
giorno, ovviamente
con le dovute cautele, è una delle indicazioni di base degli esperti per
permettere al nostro organismo di sintetizzare
vitamina D grazie alla luce naturale.
lunedì 6 marzo 2017
Una condizione molto diffusa, la stipsi. Terapia dietetica
della Dott.ssa Gabriella De Rosa
La stipsi (o stitichezza o costipazione) è un disturbo della defecazione molto diffuso nelle varie fasce d'età. Nei bambini le cause più frequenti di stipsi sono la cattiva educazione sia alimentare che comportamentale, e l'intolleranza alimentare. Essa può causare mal di testa, insonnia, alitosi, orticaria, eczemi.
La stipsi (o stitichezza o costipazione) è un disturbo della defecazione molto diffuso nelle varie fasce d'età. Nei bambini le cause più frequenti di stipsi sono la cattiva educazione sia alimentare che comportamentale, e l'intolleranza alimentare. Essa può causare mal di testa, insonnia, alitosi, orticaria, eczemi.
Ogni fibra fa il suo mestiere - Parte 2
del Dott. Elpidio Di Mattia
Tra le tante azioni svolte dalle fibre, quelle della
regolazione della glicemia e del miglioramento del controllo glicemico hanno
destato sempre l'attenzione del mondo scientifico. Come affermato nell'articolo
precedente anche in questo ambito esistono ancora idee sbagliate, leggende
metropolitane circa il loro effetto sull'omeostasi glicemica.
Nonostante sia vero che alcune fibre solubili migliorino il
controllo glicemico, non è altrettanto vero che tutte le fibre solubili
sortiscano questo effetto benefico. In maniera simile all'effetto dei supplementi
di fibre ad alta viscosità sulle elevate concentrazioni di colesterolo
sieriche, il miglioramento del controllo glicemico è un fenomeno dipendente
dalla viscosità. Le linee guida DRI 2002, suggeriscono che l'inulina e
l'oligofruttosio potrebbero attenuare la risposta glicemica, citando pochi
studi condotti nell'uomo, nessuno dei quali possedeva un singolo end-point.
Ancora una volta gli studi randomizzati e ben controllati presi in esame, in
realtà, hanno mostrato che nessuno dei fruttani (inulina, FOS e GOS) ha
esercitato un effetto sul miglioramento del controllo glicemico contro placebo
e quindi basandoci sulla totalità delle evidenze provenienti da tali trials,
risulta ragionevole concludere che le fibre solubili non viscose
fermentescibili non attenuano la risposta glicemica ne' migliorano il controllo
glicemico.
lunedì 13 febbraio 2017
Andropausa e alimentazione
della Dott.ssa Flavia Altieri
Con il termine andropausa s’intende quel
processo per il quale l’uomo esaurisce naturalmente le sue capacità riproduttive. Si
instaura così, al pari di ciò che avviene per le donne, in modo e con tempi
diversi, un differente equilibrio ormonale rispetto a quello posseduto nella
fase della gioventù. Sebbene il termine richiami in qualche modo la menopausa, a differenza di quest’ultima l’andropausa non segue un iter ben preciso o
scontato come accade nelle donne.
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