lunedì 6 marzo 2017

Una condizione molto diffusa, la stipsi. Terapia dietetica

della Dott.ssa Gabriella De Rosa

La stipsi (o stitichezza o costipazione) è un disturbo della defecazione molto diffuso nelle varie fasce d'età. Nei bambini le cause più frequenti di stipsi sono la cattiva educazione sia alimentare che comportamentale, e l'intolleranza alimentare. Essa può causare mal di testa, insonnia, alitosi, orticaria, eczemi.

Ogni fibra fa il suo mestiere - Parte 2

del Dott. Elpidio Di Mattia

Tra le tante azioni svolte dalle fibre, quelle della regolazione della glicemia e del miglioramento del controllo glicemico hanno destato sempre l'attenzione del mondo scientifico. Come affermato nell'articolo precedente anche in questo ambito esistono ancora idee sbagliate, leggende metropolitane circa il loro effetto sull'omeostasi glicemica.
Nonostante sia vero che alcune fibre solubili migliorino il controllo glicemico, non è altrettanto vero che tutte le fibre solubili sortiscano questo effetto benefico. In maniera simile all'effetto dei supplementi di fibre ad alta viscosità sulle elevate concentrazioni di colesterolo sieriche, il miglioramento del controllo glicemico è un fenomeno dipendente dalla viscosità. Le linee guida DRI 2002, suggeriscono che l'inulina e l'oligofruttosio potrebbero attenuare la risposta glicemica, citando pochi studi condotti nell'uomo, nessuno dei quali possedeva un singolo end-point. Ancora una volta gli studi randomizzati e ben controllati presi in esame, in realtà, hanno mostrato che nessuno dei fruttani (inulina, FOS e GOS) ha esercitato un effetto sul miglioramento del controllo glicemico contro placebo e quindi basandoci sulla totalità delle evidenze provenienti da tali trials, risulta ragionevole concludere che le fibre solubili non viscose fermentescibili non attenuano la risposta glicemica ne' migliorano il controllo glicemico.

lunedì 13 febbraio 2017

Andropausa e alimentazione

della Dott.ssa Flavia Altieri

Con il termine andropausa s’intende quel processo per il quale l’uomo esaurisce naturalmente le sue capacità riproduttive. Si instaura così, al pari di ciò che avviene per le donne, in modo e con tempi diversi, un differente equilibrio ormonale rispetto a quello posseduto nella fase della gioventù. Sebbene il termine richiami in qualche modo la menopausa, a differenza di quest’ultima l’andropausa non segue un iter ben preciso o scontato come accade nelle donne. 

sabato 11 febbraio 2017

Vitamina D e Tiroidite autoimmune

del Dott. Giuseppe Annunziata

Con il termine vitamina D si intendono una serie di molecole steroidee con l'attività biologica del colecalciferolo. L’isomero biologicamente attivo, il 5=6 cis, risulta particolarmente termo- e fotosensibile. La particolarità di questa vitamina risiede nella possibilità di essere sintetizzata a livello cutaneo per attività della luce UV che converte il 7-deidrocolesterolo (il cui precursore è il colesterolo) in colecalciferolo (Vit. D3).


venerdì 10 febbraio 2017

L’obesità aumenta il rischio di cancro, ma il 75% degli adulti non lo sa!

della Dott.ssa Flavia Altieri

Un sondaggio online condotto dall’associazione britannica Cancer Research UK, pubblicato sul British medical journal e segnalato anche dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sul proprio sito dimostra un dato inquietante. Tre adulti su quattro non sanno che essere in sovrappeso o obesi aumenta la possibilità di sviluppare il cancro. Ovvero, pur essendo ormai noto che l’essere in sovrappeso possa portare al diabete o malattie cardiache, molto più scarsa è la consapevolezza del rischio di manifestare il cancro. Il 75% degli adulti non è infatti a conoscenza del legame che c’è tra obesità e tumori in generale. L’obesità invece è responsabile di oltre 18 mila casi di tumore all’anno, sottolinea lo studio, ed è la seconda causa più comune di cancro prevenibile dopo il fumo. Per ogni aumento dell’indice di massa corporea (che è il rapporto tra il peso e il quadrato dell’altezza) di 5 chili, il rischio di sviluppare il cancro aumenta infatti di 1,6 volte. L’associazione sollecita il governo ad agire per frenare l’epidemia di obesità, limitando ad esempio la pubblicità di cibo spazzatura rivolta ai bambini, e invita i medici a fare prevenzione promuovendo stili di vita corretti.

lunedì 30 gennaio 2017

Caffè: 3 tazzine al giorno contro la demenza

della Dott.ssa Flavia Altieri

I risultati di uno studio pubblicato sulla rivista The Journals of Gerontology, suggeriscono che circa tre caffè espresso al giorno (pari a un consumo di circa 261 milligrammi di caffeina) potrebbero proteggere dalla demenza. In questo studio, che ha coinvolto 6.500 donne over-65,  si è potuto considerare l’incidenza della demenza senile su un ampio campione e analizzare gli effetti del consumo di caffè nel lungo termine. Già in passato precedenti lavori dimostravano le proprietà del caffè nel potenziare la memoria a lungo termine.

lunedì 23 gennaio 2017

Mangiare arachidi da piccoli riduce il rischio di allergia dell’80%


Uno studio da poco condotto dal King’s College di Londra e pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dimostrato che esporre i bambini considerati a rischio di allergia, iniziando entro i primi 11 mesi di vita, a piccole quantità di spuntini a base di arachidi può prevenire l’allergia ad esse. Inoltre all’età di 5 anni potrebbero smettere di mangiarle per un anno e rimanere non allergici dimostrandone l'effetto protettivo. Parte del problema è che la gente vive in una cultura della paura del cibo”, commenta Gideon Lack, coordinatore della ricerca. Il timore di allergie alimentari è diventato, secondo Lack, ”una profezia che si auto avvera, perché quando un cibo viene escluso dalla dieta, il bambino non riesce a sviluppare una tolleranza a quell’alimento”. I bambini che hanno preso parte allo studio erano considerati a rischio di allergia perché già avevano sviluppato un eczema, uno dei primi segnali di allarme delle allergie. Metà di loro ha consumato snack con arachidi, mentre gli altri solo latte materno. Ai sei anni di età, non è stato rilevato un aumento significativo nelle allergie dopo 12 mesi in cui le arachidi non erano state consumate, in quelli che avevano iniziato a mangiarli da piccoli. Nel Regno Unito ogni anno 20mila bambini risultano allergici alle arachidi, un numero triplicato tra il 1995 e 2005.  I ricercatori stanno rivalutando le scuole di pensiero riguardo al meccanismo di tolleranza ai cibi allergenici nei bambini considerati a rischio.

Clicca qui per scaricare l'articolo scientifico da cui è stato tratto il presente manoscritto


Fonte:
  • Lack G et al. Randomized trial of peanut consumption in infants at risk for peanut allergy. N Engl J Med. 2016 Jul 28;375(4):398. doi: 10.1056/NEJMx150044.
Fonte immagine: web