di Andrea De Simone
L' echinacea è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Composite. Essa è originaria degli Stati Uniti (centrali e sud-occidentali). Cresce in parti boschive asciutte , prateria o per la strada , ed è caratterizzata da steli di media lunghezza (fino a 90 cm) con foglie pelose. Inoltre, ha dei bellissimi fiori principalmente purpurei, ma che possono variare in tipologie violette, bianche i addirittura gialle.
E' stata importata in Europa nel XVII secolo. In natura, abbiamo due tipologie di questa pianta: la echinacea pallida e la echinacea purpurea. Entrambe mostrano gli stessi principi attivi.
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sabato 8 marzo 2014
venerdì 7 marzo 2014
Broccoli, una protezione naturale dall'Alzheimer
di Giuseppe Annunziata
Meglio conosciuto con il nome comune
di broccolo, la Brassica oleracea var. italica, fa parte della piuttosto vasta
famiglia dei cavoli ed è un degno rappresentante della cucina mediterranea, in
cui si trova impiegato in un gran numero di pietanze, come protagonista
principale o con “ruoli secondari”. Dei membri di questa famiglia di vegetali
non vengono mangiate le foglie, bensì le infiorescenze, verdeggianti e con
consistenza spugnosa. Si tratta di una pianta che vede il proprio habitat nei
campi soleggiati del bacino mediterraneo, dove viene coltivato con una certa
semplicità, per poi proporsi sulle nostre tavole. In alcuni casi, il broccolo
diviene alimento per amatori, dato il suo sapore forte.
Ma non è solo buono, il broccolo fa
anche bene alla salute.
Una recente ricerca italiana, condotta
presso l’Università Sapienza di Roma, e diretta dal Prof. Paolo Costantino,
docente di Biologia molecolare, ha dimostrato un importante effetto benefico
dei broccoli: in particolare, i suoi estratti sarebbero in grado di proteggere le cellule dallo stress e in malattie
degenerative come l'Alzheimer. Lo studio è stato effettuato somministrando
estratti di germogli di broccoli in campioni cellulari e in modelli animali
capaci di simulare malattie umane "I comuni broccoli - ha spiegato
Costantino - e in particolare i suoi germogli, sono ricchi di antiossidanti e
abbiamo osservato effetti sorprendenti sulla salute umana. I risultati sono
stati spesso straordinari, abbiamo verificato infatti un importante effetto
protettivo sullo stress ossidativo e proprietà contro l'Alzheimer".
fonte immagine: web
fonte: ansa.it/saluteebenessere
mercoledì 5 marzo 2014
Diete iperproteiche nemiche della salute
di Giuseppe Annunziata
fonte immagine: web
fonte: ansa.it/saluteebenessere
Le tanto amate (soprattutto dagli sportivi) diete
iperproteiche e povere di carboidrati, ideali per mantenere una linea attraente
ed invidiabile, sarebbero molto pericolose. A mettere in evidenza questo
aspetto sono stati due studi pubblicati sulla rivista scientifica Cell
Metabolism, secondo i quali troppe proteine danneggiano la salute dell'uomo, a
fronte di una dieta ricca di carboidrati che, anche se con un valore calorico
maggiore, è più sana.
I due studi sono stati condotti
presso l'University of Sydney, l'uno, e l'University of Southern
California l'altro.
Secondo lo studio australiano, dei 900
topi analizzati, quelli alimentati con diete iperproteiche presentavano un
minore accumulo di grasso corporeo ed una riduzione dell'appetito, ma una
durata di vita inferiore e cattiva salute cardiaca e generale; al contrario,
quelli a cui veniva somministrata un'alimentazione ricca in carboidrati ed
ipoproteica, mangiavano di più e ingrassavano ma vivevano più a lungo. Le
diete più sane sono risultate quelle con il più basso contenuto di proteine,
fra 5 e 15%, il più alto contenuto di carboidrati, fra il 60 e il 75% e meno
del 20% di grassi. "E'
un enorme passo avanti nel comprendere l'impatto della qualità e degli
equilibri della dieta sul consumo di cibo, la salute, l'invecchiamento e la
longevità", scrive Le Couteur. "Non tutte le calorie sono
equivalenti, è necessario verificare da dove provengono e come
interagiscono".
Nello studio americano, invece, è stato
dimostrato che i danni maggiori alla salute sono causati da carne, pesce e
prodotti caseari e che "una dieta ricca di proteine, particolarmente
animali, è dannosa quanto il fumo. Nel campione esaminato di adulti di mezza
età e anziani, quelli che derivavano più del 20% delle calorie da proteine
avevano una probabilità quattro volte superiore alla media di morire di cancro
o di diabete."
fonte immagine: web
fonte: ansa.it/saluteebenessere
martedì 4 marzo 2014
In forma con il cioccolato
di Angela Arnone
Il
cioccolato è un alimento derivato dai semi dell’albero del cacao. Va data
particolare attenzione al cioccolato fondente, che a differenza di quello al
latte o bianco, è ricco di flavonoidi.
Questi ultimi sono degli antiossidanti presenti nei cibi di origine vegetale,
quali tè, vino rosso, frutti di bosco e via dicendo. Tanto maggiore è la percentuale di cacao
contenuta nel cioccolato, tanto maggiore è la presenza di flavonoidi in esso
presenti. Il cioccolato fondente è dunque utile per la salute, non a caso, molti
studi ne hanno dimostrato le virtù; bisogna però porre attenzione a ciò che si
compra dato che alcune tavolette potrebbero non contenere affatto flavonoidi.
E’ quindi importante scegliere un cioccolato con un contenuto di cacao pari o
superiore al 65%, aumentando poi gradualmente tale percentuale.
domenica 2 marzo 2014
I benefici e le proprietà dei "fratelli" cereali
di Dominic Salamone
I cereali sono piante annuali appartenenti alla famiglia delle Graminacee. Sono degli alimenti ricchi di acqua, sali minerali, zuccheri complessi , proteine e vitamine.
EFFETTI BENEFICI DEL FARRO
Il Farro è una qualità di grano già coltivato in epoche lontane, importato in Italia dalla Grecia, coltivato in origine in Iraq, Iran e Palestina. Adattatosi al clima europeo, viene attualmente coltivato in tutto il continente. Si presenta come un piccolo chicco molto duro e il suo colore tra il marroncino e il giallino.
Esistono 3 varietà di farro prodotte in Italia:
- il farro comune (Triticum Dicoccum);
- il farro piccolo (Triticum Monococcum)
- il farro grande ( Spelta Triticum)
e viene commercializzato in forma integrale, decorticato, semiperlato, perlato e intero.
Dalla pulizia dei chicchi del farro si ottiene la crusca di farro, che rispetto alla crusca di grano duro, possiede meno elementi nutritivi. Questo cereale è ricco di fosforo, potassio e magnesio. E' ricco di vitamina A, B2 B3 e amminoacidi ( arginina, leucina, lisina, alanina, acido aspartico e triptofano). E' un ottimo alleato contro le patologie del tratto gastrointestinale come gastriti ed è un arma preventiva nei confronti dei tumori dell'apparato intestinale. Possiede proprietà lassative.
A causa delle proprietà lassative è utile limitare l'uso del farro se si riscontrano soggetti affetti di colite cronica ed è inoltre sconsigliato nei casi di celiachia in quanto contiene glutine.
I cereali sono piante annuali appartenenti alla famiglia delle Graminacee. Sono degli alimenti ricchi di acqua, sali minerali, zuccheri complessi , proteine e vitamine.
EFFETTI BENEFICI DEL FARRO
Il Farro è una qualità di grano già coltivato in epoche lontane, importato in Italia dalla Grecia, coltivato in origine in Iraq, Iran e Palestina. Adattatosi al clima europeo, viene attualmente coltivato in tutto il continente. Si presenta come un piccolo chicco molto duro e il suo colore tra il marroncino e il giallino.
Esistono 3 varietà di farro prodotte in Italia:
- il farro comune (Triticum Dicoccum);
- il farro piccolo (Triticum Monococcum)
- il farro grande ( Spelta Triticum)
e viene commercializzato in forma integrale, decorticato, semiperlato, perlato e intero.
Dalla pulizia dei chicchi del farro si ottiene la crusca di farro, che rispetto alla crusca di grano duro, possiede meno elementi nutritivi. Questo cereale è ricco di fosforo, potassio e magnesio. E' ricco di vitamina A, B2 B3 e amminoacidi ( arginina, leucina, lisina, alanina, acido aspartico e triptofano). E' un ottimo alleato contro le patologie del tratto gastrointestinale come gastriti ed è un arma preventiva nei confronti dei tumori dell'apparato intestinale. Possiede proprietà lassative.
A causa delle proprietà lassative è utile limitare l'uso del farro se si riscontrano soggetti affetti di colite cronica ed è inoltre sconsigliato nei casi di celiachia in quanto contiene glutine.
venerdì 28 febbraio 2014
Rettocolite ulcerosa - Morbo di Crohn
di Giuseppe Annunziata
Si tratta di una malattia infiammatoria
cronica che colpisce la mucosa dell'intestino tenue, a livello dell'ileo
terminale, ma, più comunemente, la regione maggiormente colpita è quella
dell'intestino crasso, in particolare colon discendente e retto. Questa parte
dell'intestino (il retto) è sempre coinvolta nel declinare della patologia,
almeno a livello istologico, con lesioni che si estendono in maniera continua
ed uniforme e con decorso cronico intermittente.
lunedì 24 febbraio 2014
Iperomocisteinemia
di Andrea De Simone
L'omocisteina viene sintetitizzata a partire dalla metionina, introdotta attraverso la dieta. Questa si forma a partire da SAM (S-adenosilmetionina) e SAH (S-adenosilomocisteina). In una persona che non presenta patologie di sorta, l'omocisteina viene continuamente trasformata in metionina o singoli amminoacidi. Questi posso essere eliminati principalmente con le urine. Circa l'80% dell'omocisteina è legata a diverse proteina del sangue. La percentuale restante invece, viene chiamata omocisteina libera, che comprenda sia la sua forma ossidata (S-S), che quella ridotta (SH). Proprio quest'ultima è tossica, e non deve mai superare determinati valori.
Secondo l' OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si intende iperomocisteinemia quando vi sono le seguenti concentrazioni nel sangue :
* superiori alle 13 micro moli per litro per uomini adulti
* superiori alle 10,1 micro moli per litro per donne
* superiori a 11,3 per soggetti di età inferiore ai 14 anni
Inoltre, sempre secondo l'OMS, l'iperomocisteinemia è considerata tra le principali e potenziali cause di problemi cardiocircolatori, ictus, infarti e trombosi, nonchè (nei casi più gravi) la possibile insorgenza di sindrome di Down, spina bifida, Alzheimer e demenza senile.
Tra le cause principali, oltre a fattori genetici (del gene C667T,che causa deficit dell'enzima MTHFR) vi è sicuramente il problema di una mancata dieta equilibrata, in termini vitaminici in primis. Di fatti diverse vitamine , soprattutto quelle del gruppo B, sono letteralmente fattori e coenzimi delle principali reazioni metaboliche legata all'omocisteina, principalmente quelle di conversione a metionina.Naturalmente, si combattono i valori alti di omocisteina con Vit B9 (cioè acido folico ) , B6 (piridossina) , B12 (cianocobalamina) , betaina nonchè zinco.
Qui di seguito, una lita dei principali alimenti consigliati per introdurre questi elementi:
- verdure a foglie (lattuga ,spinaci , rapa, barbabietola rossa)
- broccoli, piselli
- pollame e carni magre in generale
- lenticchie / fagioli e legumi in generale
- cereali integrali da prima colazione, germe di grano, farina di soia
- fegato in generale
- pesce fresco (tonno, salmone, pesce azzurro, merluzzo)
- arance
- frutti di mare
- albume d'uovo
- lievito di birraSi ricorda infine, che gli alimenti contenenti acido folico (verdure / ortaggi principalmente) si denaturano facilmente, perdendo la loro alta e/o media concentrazione di B9. Si consiglia quindi di consumarli secchi , crudi o cotti in modo intelligente, per preservare al massimo le loro caratteristiche nutrizionali.
(fonte immagine: web)
Secondo l' OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si intende iperomocisteinemia quando vi sono le seguenti concentrazioni nel sangue :
* superiori alle 13 micro moli per litro per uomini adulti
* superiori alle 10,1 micro moli per litro per donne
* superiori a 11,3 per soggetti di età inferiore ai 14 anni
Inoltre, sempre secondo l'OMS, l'iperomocisteinemia è considerata tra le principali e potenziali cause di problemi cardiocircolatori, ictus, infarti e trombosi, nonchè (nei casi più gravi) la possibile insorgenza di sindrome di Down, spina bifida, Alzheimer e demenza senile.
Tra le cause principali, oltre a fattori genetici (del gene C667T,che causa deficit dell'enzima MTHFR) vi è sicuramente il problema di una mancata dieta equilibrata, in termini vitaminici in primis. Di fatti diverse vitamine , soprattutto quelle del gruppo B, sono letteralmente fattori e coenzimi delle principali reazioni metaboliche legata all'omocisteina, principalmente quelle di conversione a metionina.Naturalmente, si combattono i valori alti di omocisteina con Vit B9 (cioè acido folico ) , B6 (piridossina) , B12 (cianocobalamina) , betaina nonchè zinco.
Qui di seguito, una lita dei principali alimenti consigliati per introdurre questi elementi:
- verdure a foglie (lattuga ,spinaci , rapa, barbabietola rossa)
- broccoli, piselli
- pollame e carni magre in generale
- lenticchie / fagioli e legumi in generale
- cereali integrali da prima colazione, germe di grano, farina di soia
- fegato in generale
- pesce fresco (tonno, salmone, pesce azzurro, merluzzo)
- arance
- frutti di mare
- albume d'uovo
- lievito di birraSi ricorda infine, che gli alimenti contenenti acido folico (verdure / ortaggi principalmente) si denaturano facilmente, perdendo la loro alta e/o media concentrazione di B9. Si consiglia quindi di consumarli secchi , crudi o cotti in modo intelligente, per preservare al massimo le loro caratteristiche nutrizionali.
(fonte immagine: web)
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