Un gustoso dolce, semplice e poco articolato, da preparare facilmente in casa per un soddisfacente "regalo di gola" o per la sana colazione dei nostri piccoli
Pagine
- Home page
- Chi siamo
- L'Associazione
- Note legali
- Chimica degli alimenti
- Cosa mangiare in caso di...
- I colori ed i sapori di una sana nutrizione
- Il giardino del benessere
- Materiale didattico per studenti Federico II
- P.A.S.A. Fitness Accademy - Dott. S. Gallo
- Emilia Romagna, un viaggio di piacere alla ricerca del benessere
- Il Forum di SDeCA
- News: novità dal mondo della Nutrizione
venerdì 21 novembre 2014
Torta classica senza burro e zucchero
Ricetta suggerita dalla nostra lettrice e amica Anna Cavezza
Un gustoso dolce, semplice e poco articolato, da preparare facilmente in casa per un soddisfacente "regalo di gola" o per la sana colazione dei nostri piccoli
Un gustoso dolce, semplice e poco articolato, da preparare facilmente in casa per un soddisfacente "regalo di gola" o per la sana colazione dei nostri piccoli
giovedì 30 ottobre 2014
OGM, tra scienza e falsi miti
di Giuseppe Annunziata e Angela Arnone
OGM – ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI
Oggigiorno,
quella degli OGM è una questione alquanto dibattuta tra opinione pubblica e
comunità scientifica. A contendersi la reputazione di questi organismi sono,
perlopiù, scienziati, agricoltori, organi politici, industrie alimentari. Il
punto nevralgico della situazione è uno: gli OGM sono dannosi o meno alla
salute umana? Certo è che gli OGM hanno portato ad una notevole riduzione del
consumo di insetticidi, il cui meccanismo d’azione, basato sull’inibizione
della trasmissione dell’impulso nervoso a livello della giunzione
neuromuscolare, è il medesimo in insetti e vertebrati, tra cui l’Uomo. È,
inoltre, da sottolineare che gli OGM usati come mangime per animali (per
esempio le mucche) non determinano l’animale stesso un OGM: non viene
trasferito l’organismo nel prodotto finale (per es. il latte).
L’unica
specie di mais OGM di cui è autorizzato il consumo umano ed animale in tutta
Europa è quella indicata dalla sigla ‘NK603’, tollerante all’azione degli
erbicidi.
Attualmente,
circa il 60% del mais italiano non-OGM è vietato al consumo umano a causa
dell’elevato contenuto di fumonisine, micotossine derivanti dal genere di
funghi Fusarium; di tali tossine è stata accertata una possibile eziologia
nella genesi di tumori all’esofago e nel mancato assorbimento di acido folico.
sabato 18 ottobre 2014
Ebola: sintomi, prevenzione ed utili consigli
di Dominic Salamone
Il virus Ebola appartiene
alla famiglia delle Filoviridae e fu
osservato per la prima volta in Congo e nel Sud Sudan nel 1976.
Da un punto di vista strutturale, il virus appare di forma
sottile e filamentosa, contenente una copia lineare della sua singola elica di
RNA di senso negativo sistemata all’interno del nucleo capside di forma
elicoidale. Il suo materiale genetico va incontro a mutazioni non molto rapide
e contiene solo 7 geni. Sono stati isolati soltanto 5 ceppi del virus, dei
quali 4 risultano essere pericolosi per l’uomo.
Il virus appare sensibile ai solventi dei lipidi, ai comuni
detergenti ed è distrutto dal calore (60°C per 30 minuti) e dal pH acido, anche se
può persistere a temperatura ambiente.
Vediamolo più da vicino.
lunedì 13 ottobre 2014
Succo di pompelmo per diminuire le calorie
di Giuseppe Annunziata
Il succo di pompelmo aiuta a tenere sotto controllo i livelli di glicemia e contribuirebbe a gestire l'apporto calorico di pasti ipercalorici, riducendone il quantitativo.
A dimostrarlo è uno studio effettuato presso la University of California, pubblicato su Plos ONe. Lo studio è stato effettuato su diversi gruppi di topi alimentati con cibi ipercalorici:
Il succo di pompelmo aiuta a tenere sotto controllo i livelli di glicemia e contribuirebbe a gestire l'apporto calorico di pasti ipercalorici, riducendone il quantitativo.
A dimostrarlo è uno studio effettuato presso la University of California, pubblicato su Plos ONe. Lo studio è stato effettuato su diversi gruppi di topi alimentati con cibi ipercalorici:
- ad uno è stato somministrato succo di pompelmo dolcificato con saccarina o glucosio;
- ad un altro, acqua dolcificata allo stesso modo;
- ad un terzo, acqua semplice
- all'ultimo, una miscela di acqua e naringina, un flavone presente nel succo di pompelmo.
Di tutti, nel primo gruppo (quello a cui è stato somministrato il succo di pompelmo) si è riscontrato un calo ponderale del 18% ed un miglioramento dei livelli di glicemia, insulinemia e trigliceridemia. I topi a cui è stata, invece, somministrata la miscela di acqua e naringina (ritenuto responsabile del dimagrimento), presentavano livelli di glicemia più bassi, ma senza calo ponderale.
Fonte: ansa.it/saluteebenessere
Fonte immagine: web
lunedì 6 ottobre 2014
Obesità, un dramma in espansione
di Giuseppe Annunziata
L’obesità è una condizione patologica multifattoriale,
caratterizzata da un eccessivo incremento della massa corporea per accumulo di
adipe, in una misura tale da determinare un’influenza negativa sullo stato di
salute.
Data la sua allarmante diffusione a livello mondiale, può essere
considerata una vera e propria epidemia.
Dati epidemiologi forniti dagli Organismi sanitari
evidenziano un preoccupante aumento di soggetti obesi nella popolazione
mondiale, con interessanti picchi nei Paesi più industrializzati.
lunedì 29 settembre 2014
Stevia, la pianta dolcificante
di Giuseppe Annunziata
La Stevia rebaudiana (volg. Stevia) è una pianta sudamericana appartenente alla famiglia botanica delle Asteraceae. Inizialmente conosciuta solo laddove autoctona, oggi si è largamente diffusa a livello mondiale grazie ai suoi principi attivi che le conferiscono l'appellativo di utile dolcificante naturale. Ovviamente la questione rimane alquanto dibattuta tra opinione pubblica e comunità scientifica, nonostante diversi studi ne confermino suddetta proprietà. Attualmente, la Food and Drug Administration (FDA) ne consente l'uso come integratore alimentare, ma non come ingrediente; dal 2010 l'Unione Europea ne ha approvato l'utilizzo come additivo. A tale proposito, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito per lo steviolo (uno dei principi attivi della Stevia) una dose massima giornaliera pari a 2 mg per peso corporeo.
Guardiamola più nel dettaglio
La Stevia rebaudiana (volg. Stevia) è una pianta sudamericana appartenente alla famiglia botanica delle Asteraceae. Inizialmente conosciuta solo laddove autoctona, oggi si è largamente diffusa a livello mondiale grazie ai suoi principi attivi che le conferiscono l'appellativo di utile dolcificante naturale. Ovviamente la questione rimane alquanto dibattuta tra opinione pubblica e comunità scientifica, nonostante diversi studi ne confermino suddetta proprietà. Attualmente, la Food and Drug Administration (FDA) ne consente l'uso come integratore alimentare, ma non come ingrediente; dal 2010 l'Unione Europea ne ha approvato l'utilizzo come additivo. A tale proposito, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito per lo steviolo (uno dei principi attivi della Stevia) una dose massima giornaliera pari a 2 mg per peso corporeo.
Guardiamola più nel dettaglio
lunedì 22 settembre 2014
Perché è importante una dieta ricca di fibre?
di Giuseppe Annunziata
Fino a diversi decenni fa, prima del boom economico, la dieta quotidiana dell'Italiano medio comprendeva, principalmente, alimenti poco complessi, prodotti della terra e cereali non raffinati. Con la diffusione del benessere, le abitudini alimentari sono state drasticamente mutate, e decisamente in negativo. Il consumo di frutta e verdura è stato ridotto a poche volte la settimana, i cerali integrali sono completamente spariti dalla nostra alimentazione, facendo spazio a paste bianche debitamente raffinate, e si è andato affermando il consumo, sempre più spasmodico ed incontrollato, di cibi pronti, precotti e preconfezionati. Il danno peggiore di questo insano modo di alimentarsi è, ovviamente, a carico della salute, con la comparsa delle cosiddette "patologie del benessere": diabete, obesità, sindrome metabolica, e così via.
Ma come può il consumo di fibre alimentari influire positivamente sulla nostra salute, facendo regredire lo sviluppo delle suddette patologie?
Fino a diversi decenni fa, prima del boom economico, la dieta quotidiana dell'Italiano medio comprendeva, principalmente, alimenti poco complessi, prodotti della terra e cereali non raffinati. Con la diffusione del benessere, le abitudini alimentari sono state drasticamente mutate, e decisamente in negativo. Il consumo di frutta e verdura è stato ridotto a poche volte la settimana, i cerali integrali sono completamente spariti dalla nostra alimentazione, facendo spazio a paste bianche debitamente raffinate, e si è andato affermando il consumo, sempre più spasmodico ed incontrollato, di cibi pronti, precotti e preconfezionati. Il danno peggiore di questo insano modo di alimentarsi è, ovviamente, a carico della salute, con la comparsa delle cosiddette "patologie del benessere": diabete, obesità, sindrome metabolica, e così via.
Ma come può il consumo di fibre alimentari influire positivamente sulla nostra salute, facendo regredire lo sviluppo delle suddette patologie?
Iscriviti a:
Post (Atom)






