martedì 24 settembre 2013

Parliamo di diabete

di Giuseppe Annunziata

Il diabete mellito è una sindrome eterogenea caratterizzata da iperglicemia cronica, deficit relativo o assoluto della secrezione di insulina e/o della sua azione, alterato metabolismo glucidico, lipidico e proteico.
In questo quadro generale, ricopre un ruolo fondamentale l'insulina, responsabile del controllo omeostatico della glicemia. L'insulina, prodotta e secreta dalle cellule beta del pancreas è, di fatto, l'unico ormone ipoglicemizzante, a fronte dei numerosi ormoni iperglicemizzanti (glucagone, catecolamine, cortisolo, GH), responsabili dell'aumento dei livelli di glucosio nel sangue, rilasciato dal fegato nelle fasi di digiuno.
I livelli di glicemia, sia per attività degli ormoni che ne controllano l'omeostasi, sia per implicazione dell'alimentazione, non sono costanti, ma tendono a variare. Nella fase immediatamente successiva al pasto, si ha un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue, noto come iperglicemia post-prandiale che, però, rimane transitoria e tende ad essere compensata in un arco temporale di circa due ore. Quando i meccanismi fisiologici sono alterati, viene compromesso tale controllo, pertanto, le suddette iperglicemie transitorie divengono condizione cronica e, dunque, definite iperglicemie post-prandiali protratte nel tempo. Simile situazione rappresenta il primo campanello dall'allarme per una possibile insorgenza di diabete.

giovedì 19 settembre 2013

L’alimentazione per il benessere del cuore.

di Angela Arnone


Il cuore è l'organo centrale dell'apparato circolatorio, funge da pompa capace di produrre una pressione sufficiente a permettere la circolazione del sangue. Il cuore è un organo cavo fibromuscolare di forma conica schiacciata o di tronco piramidale rovesciato. Sopra di esso vi sono i bronchi, il timo e i grossi vasi, quali:  l'aorta, le vene polmonari, le arterie polmonari e la vena cava. Internamente il cuore è diviso in quattro cavità, appaiate funzionalmente a due a due. Ogni paio di cavità è costituito da un atrio (a parete sottile) e un ventricolo (a parete più spessa) collegati tramite una valvola cardiaca. Le due paia di cavità sono separate da un setto cardiaco. Il cuore come tutti i muscoli è capace di contrarsi sfruttando l'energia prodotta dalla ossidazione di sostanze energetiche (come acidi grassi, carboidrati) in presenza di ossigeno. 

Dislipidemia, come abbassare i livelli di colesterolo a tavola

di Giuseppe Annunziata

Oltre ad essere un importante precursore di sali biliari, ormoni steroidei e vitamina D, il colesterolo è uno dei principali costituenti delle membrane biologiche, importantissime barriere fisiche che circondano le cellule proteggendole dall'ambiente esterno e preservandone il contenuto. Tali membrane sono strutture lipidiche, costituite da un doppio strato di fosfolipidi (altra importante classe di lipidi endogeni) tra i quali il colesterolo si interpone. Date le sue caratteristiche chimiche, il colesterolo è in grado di interagire sia con la componente lipidica delle membrane biologiche che con l'ambiente acquoso extracellulare. L'interposizione del colesterolo tra i fosfolipidi ne impedisce il compattamento rendendo, così, la membrana più fluida, quindi più capace di adattarsi ai vari movimenti cellulari, ma anche più resistente agli insulti di natura meccanica. Da qui, dunque, si evince un ruolo positivo del colesterolo che, però, è vincolato dalle concentrazioni dello stesso. Un eccesso di colesterolo, infatti, risulta essere dannoso per la cellula in quanto responsabile dell'instaurarsi di interazioni molecolari molto forti che rendono la membrana eccessivamente rigida. Questa rigidità non consente alla membrana stessa di assorbire impatti meccanici, pertanto, tende a rompersi o, quantomeno, a danneggiarsi. Accanto a questa principale conseguenza, bisogna anche ricordare l'aumentata possibilità di precipitazione del colesterolo nel citoplasma e la successiva cristallizzazione. L'accumulo di colesterolo a livello cellulare può essere conseguenza di un aumentata sintesi endogena (che si verifica in fegato, cervello e surrene), un esaurimento dei siti di scorta, un inadeguato sistema di allontanamento dalla cellula o, al contrario, un eccessiva deposizione di quello esogeno. Questa deposizione è necessaria per la maggior parte delle cellule, che non sono in grado di sintetizzare il colesterolo. I trasportatori in questione sono particolari lipoproteine chiamate HDL (High Density Lipoproteins) e LDL (Low Density Lipoproteins), meglio conosciute con il nome comune di "colesterolo buono" e "colestolo cattivo".

mercoledì 4 settembre 2013

Dieta e sport : << Integratori , impariamo ad utilizzarli al meglio >>

Linee guida per utilizzare gli integratori

di Andrea De Simone



Sempre più diffusa è la "moda" degli integratori. Come dice stesso la parola, essi integrano macronutrienti essenziali, affinchè possano essere assimilati e sfruttati dal nostro organismo. Il più delle volte questi contengono un insieme di elementi importanti e spesso sono in polvere (assunti in forma liquida) e per questo usati dal molti atleti, body builder e neofiti atleti, perchè sono pratici, veloci da preparare, e il più delle volte non caricano eccessivamente la nostra digestione.


martedì 27 agosto 2013

Bloccare la fame nervosa inattivando l'ormone dell'ansia

di Giuseppe Annunziata

Fame nervosa e compulsiva, ossessione per il cibo, bulimia. Sono questi alcuni fra i principali e più diffusi disturbi dell'alimentazione che affliggono una importante fetta della popolazione mondiale. Il più delle volte la causa è da ricercare in momentanee situazioni di stress, altre in vere e proprie compromissioni psichiche che finiscono col diventare un disagio per chi ne soffre. Oltre alle conseguenze meramente organiche, dovute alla smodata introduzione di cibo di ogni tipo e qualità, da non sottovalutare sono anche  quelle psicologiche che spingono all'affannosa ricerca di qualcosa con cui alimentarsi, facendo, in questo modo, perdere il vero senso della nutrizione in quanto tale.


mercoledì 7 agosto 2013

Insufficienza renale, ecco cosa mangiare

di Giuseppe Annunziata

L'insufficienza renale è una condizione patologica caratterizzata da una ridotta capacità del rene di svolgere le proprie funzioni fisiologiche. Nella fase acuta della patologia si verifica un rapido accumulo di scorie azotate accompagnato da scompenso elettrolitico e squilibrio acido-base. La cronicizzazione può essere causata da una serie di patologie a carico dell'organo. Talvolta, danni a carico del rene possono derivare da patologie secondarie come diabete ed ipertensione o, ancora, da altri fattori, il più delle volte sottovalutati.

La dietoterapia, in questi casi, consiglia un'alimentazione ipoproteica e povera di sale, atta a non sovraccaricare il già malfunzionante rene. Ma spesso questo non basta.


mercoledì 31 luglio 2013

Frutta e verdura per idratarsi a tavola

di Giuseppe Annunziata

Con le elevate temperature che questa bella stagione ci offre, va sempre più scemando il desiderio intrinseco di consumare un pasto completo, a pranzo o a cena. Ecco, dunque, che si incorre nel gravoso errore di darsi a frugali pasti, veloci, il più delle volte fuori orario, spezza-fame ed ipercalorici che si infliggono come spada di Damocle sulla linea, ma soprattutto sullo stato di buona salute.

Come fare, dunque, per avviare in maniera, come sempre, naturale e salutare?