lunedì 30 dicembre 2013

Fibre vegetali, le alleate della salute

di Giuseppe Annunziata

In ogni alimento che mangiamo, ciascun nutriente complesso (carboidrati, proteine e lipidi) ricopre un ruolo biologico all'interno dell'organismo grazie alla presenza di specifiche molecole di natura proteica, che chiamiamo enzimi, capaci di catalizzare vere e proprie reazioni chimiche per mezzo delle quali il composto chimico in questione (il nutriente per l'appunto) può essere adeguatamente processato al fine di ridurlo a nutriente semplice (glucosio, amminoacidi, trigleridi...), che entrerà, poi, nelle opportune vie biochimica per ricavarne energia. Questo è quanto accade nel cosiddetto catabolismo, ovvero la tappa degradativa del metabolismo; l'altra tappa, l'anabolismo, è quella di sintesi, che porta alla produzione delle macromolecole, i suddetti nutrienti complessi, a partire da quelli semplici. Tanto più un nutriente viene facilmente processato dagli specifici enzimi (e, dunque, utilizzato dall'organismo), tanto più, si dice, la sua biodisponibilità è elevata.

Ci sono, però, alcuni nutrienti che non vengono utilizzati dal nostro organismo - dunque non rappresentano un substrato - perché non vi sono gli enzimi in grado di degradarli. Per questi alimenti, pertanto, si dirà che la biodisponibilità sarà uguale a 0 (zero). Uno di questi composti appena descritti è la cellulosa che, non processata, attraversa tutto il sistema digerente e, nel crasso, può essere fermentata da alcuni batteri (detti acidogeni) oppure essere eliminata attraverso le feci

La cellulosa è presente nei cibi di origine vegetale dove, però, sono anche presenti emicellulosa, gomme e mucillagini. Si tratta sempre di composti di origine glicidica con biodisponibilità zero. Tali composti sono detti fibre alimentari, sostanze contenute nei cibi di origine vegetale che non rappresentano un substrato energetico per le cellule. Esse svolgono, tuttavia, un ruolo molto importante nei processi di digestione ed assorbimento e nel corretto funzionamento del sistema digerente. 

Ma cosa sono queste fibre alimentari?

sabato 28 dicembre 2013

Attività motoria in età scolastica: chi? Come? Quando?

a cura del Dott. Salvatore Gallo

Avete mai visto un bambino tentare di far entrare la formina della stella nel vano del rettangolo e poi in quello del cerchio e infine nel quadrato, prima di riuscire ad associarla correttamente e farla scivolare  giù nell’apertura uguale a forma di stella ?

Per tentativi ed errori quel bambino sta imparando a distinguere e riconoscere le forme geometriche e, più avanti riuscirà perfino a nominarle. L’attitudine ad apprendere è la più singolare caratteristica umana: si apprende facendo, vedendo, ascoltando, giocando.  Attraverso il gioco il bambino cresce, realizza le sue potenzialità, le sviluppa, le unisce, le coordina, le elabora senza averne alcuna consapevolezza, ma solo per il puro piacere di giocare. Chi guarda un bambino mentre gioca può intuire quali siano le sue prime forme di apprendimento, il suo livello di crescita e la maturazione raggiunta. Mentre gioca, un bambino manifesta il suo modo interiore meglio di quanto potrebbe fare verbalmente e, al tempo stesso, mette in evidenza attraverso l’attività ludica, la sua esigenza di comunicare e di socializzare. Il gioco-movimento rappresenta la base per un corretto sviluppo della motricità che porterà il bambino ad avere piena coscienza de proprio corpo ed essere in grado di muoversi a proprio agio nello spazio circostante. All’interno dei giochi, anche i più semplici, si possono acquisire schemi motori, capacità coordinative, abilità motorie che consentono al bambino di “crescere fisicamente” in modo armonico e completo e, se pur inconsapevolmente, di generare un’alfabetizzazione motoria. Ma il gioco può essere inteso non solo come movimento fisico finalizzato a sviluppare le capacità e gli schemi  motori, ma anche come attività esplorativa, d’espressione e di relazione interpersonale e sociale perché con tutte le sue sfaccettature permette di imparare le prime semplici “ linee guida” della vita quotidiana, il rispetto delle regole, quali: avere pazienza, rispettare il proprio turno, perseguire l’obbiettivo con determinazione, dare il meglio di se, accettare le sconfitte, e gioire delle vittorie proprie anche di quelle altrui.

Rucola, Eruca Sativa

di Andrea De Simone

Rucola foglie larghe
La rucola, il cui nome scientifico è Eruca Sativa (appartenente alle crucifere), era già molto famosa sin dai tempi più antichi. Si parla infatti del periodo Etrusco e Romano, e proprio quest' ultimi infatti, attribuivano ad essa capacità magiche e la utilizzavano per potenti "filtri amorosi", lodandone le grandi doti afrodisiache.
Leggende a parte, la rucola è un alimento davvero pregiato. Proprio in questo periodo post-natalizio, possiamo analizzare le sue caratteristiche depurative (come già accennato dal collega Giuseppe in: "Come comportarsi a tavola dopo le abbuffate natalizie" ) .

giovedì 26 dicembre 2013

Come comportarsi a tavola dopo le abbuffate natalizie

di Giuseppe Annunziata

Diciamoci la verità, durante le festività non si da peso al girovita, ed in quelle natalizie in particolare . Il clima rigido, unitamente all'atmosfera festaiola, ci fanno dimenticare sacrificanti giornate in palestra o ristrettezze alimentari messe a punto durante tutto l'anno, rappresentando, per noi, quasi una plausibile scusante ad una, qualche volta, smodata introduzione calorica accompagnata da un protratto relaxing psichico, ma soprattutto fisico. Ed è ovvio che un simile stile di vita, per quanto di ridotta durata, possa far prendere quei classici due-tre chiletti, di cui ci accorgiamo solo il 7 gennaio quando, alla ripresa delle attività, avvertiamo quel fastidiosissimo senso di affaticamento e pesantezza!

Cosa fare in questi casi?

domenica 8 dicembre 2013

Amminoacidi essenziali, una risorsa tutta alimentare

di Angela Arnone

Gli amminoacidi sono molecole di differente natura e composizione chimica che, mediante specifici legami detti peptidici, sono i costituenti delle proteine. Si tratta, quindi, dei veri e propri mattoni delle nostre riserve proteiche e sono quelli che, dopo la degradazione delle proteine, vengono assorbiti a livello intestinale, trasportati nel sangue ed assimilati a livello cellulare.

Gli amminoacidi sono, in tutto, 20. Possono essere suddivisi di un due macrogruppi: amminoacidi non essenziali (quelli sintetizzati dall'organismo) ed amminoacidi essenziali (quelli che l'organismo non è in grado di sintetizzare). Questi ultimi, pertanto, devono essere necessariamente assunti con l'alimentazione, al fine di evitarne significative deplezioni, causa di gravi patologie.

Ma quali sono gli amminoacidi essenziali e dove li troviamo? Guardiamoli nel dettaglio

venerdì 6 dicembre 2013

Diarrea del viaggiatore ..o "Vendetta di Montezuma"?

di Andrea De Simone

La diarrea del viaggiatore, è un'enterite (infezione alimentare) che colpisce circa 6 milioni di persone all' anno! Il 30-40% totale dei viaggiatori (spesso) di un Paese industrializzato . Di fatti, spesso viene trasmessa proprio in quei Paesi in cui le condizioni igieniche non sono al Top.. I casi più frequenti infatti, si sviluppano America Centrale, Medio oriente, Africa, India e gran parte dell'Asia.

La trasmissione è fecale-orale : liddove vi è un malato, questo può inquinare sostanzialmente reti fognarie e tubature dell'acqua , proprio con le sue feci. Tra l'altro, elementi a favore di questa malattia alimentare, che possono favorire un precoce sviluppo di essa, sono sicuramente un sistema immunitario non efficiente, nonchè condizioni di ipocloridria (scarsa produzione di Acido Cloridrico nello stomaco) , e stili di vita delle popolazioni locali.

Malattie alimentari ..Salvaguardiamo il nostro organismo.

di Andrea De Simone

Alcuni microrganismi, di piccolissima dimensione ,spesso sono capaci di causare fastidiosi e/o gravi disturbi al nostro apparato digerente.Generalmente parliamo di tossine di origine batterica. Esse hanno svariate caratteristiche, i raggruppamenti posso essere davvero molteplici. Tuttavia, in linea di massima, vi sono dei disturbi "comuni" portati proprio dall'infezione di questi microrganismi patogeni . Parliamo di diarrea, nausea, vomito ,dolori addominali, spesso associati (nei casi più gravi) a febbre e/o alterazioni neurologiche.
Le persone più a rischio, inutile dirlo, sono proprio quelle con un sistema immunitario basso (anzi in primis, ma anche chiunque soffre di patologie, e/o stress) , nonchè i bambini.

mercoledì 4 dicembre 2013

Cucinare in modo sano, consigli utili

di Giuseppe Annunziata

Spesso si tende ad associare il concetto di alimentazione corretta a quello di alimentazione difficile da attuare, anzitutto, e priva di gusto, in seconda battuta. Si tratta di un preconcetto, purtroppo diffuso, che contribuisce a screditare l'impostazione di sana nutrizione, incentivando stili di vita scorretti, caratterizzati dal consumo smodato di cibi pronti, fast-food ed altri alimenti poco salutari.

E' importante, invece, entrare nell'ottica che attuare un'alimentazione che consenta di mantenere lo stato di buona salute non sia un'impresa, anzi, può essere piuttosto facile, basta avere la costanza di rispettare poche e semplici norme comportamentali, adattando la stessa alimentazione al proprio stile di vita, e non sforzandosi di fare il contrario... il ché può solo rischiare di indurre in uno stato di vero e proprio stress che culmina con l'abbandono, definitivo, di tale nutrizione.

Ma come si può rendere i propri piatti buoni e salutari? Poche, piccole regole da seguire...

sabato 30 novembre 2013

Resveratrolo, l'antiossidante naturale che protegge il cuore

di Giuseppe Annunziata

Il resveratrolo è una sostanza di natura fenolica, presente in una grande varietà di piante, soprattutto quelle a frutti scuri (uva, frutti di bosco…). Conosciuto per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie ed anticancro, il resveratrolo è stato a lungo oggetto di numero ricerche che ne hanno confermato le suddette proprietà, evidenziandone altre legate, in linea di massima, alla buona salute del sistema cardiovascolare. Numerosi studi hanno, di fatto, sottolineato un effetto cardioprotettivo del resveratrolo, in relazione alla sua capacità di migliorare il metabolismo lipidico, riducendo, così, il rischio di sviluppare processi di aterogenesi con conseguente insorgenza di infarto od ictus. E proprio per questo ulteriore effetto benefico ritrovato, è stato attribuita al resveratrolo la capacità di migliorare le aspettative di vita.

venerdì 29 novembre 2013

Calcoli biliari e colecistopatie, come curarsi a tavola

di Andrea De Simone, con la collaborazione di Giuseppe Annunziata

Le funzioni principali della colecisti sono quelle di accumulo e secrezione di bile prodotta dal fegato. Essa è riversata nel duodeno (parte prossimale dell'intestino tenue) in seguito all'arrivo del chimo gastrico. La bile, composta essenzialmente da colesterolo, sali biliari , lecitina ed altre sostanze, è importante per la funzione digestiva dei grassi, in particolare essa funge da vero e proprio emulsionante, oltre a preoccuparsi dell'assorbimento delle vitamine A, E , D e K presenti nei lipidi , nonché nell'eliminazione della bilirubina prodotta in seguito alla degradazione dell' emoglobina. Infine, è un ottimo anti acido per il nostro stomaco (in particolare nella porzione fino all'ileo).

Uno dei disturbi principali della colecisti, è la cosiddetta calcolosi biliare. Causata da cattiva alimentazione, eccesso di grassi, o repentini cambi di peso, essa può causare non pochi problemi al nostro apparato digerente nonché al nostro organismo. La condizione di calcolosi , vede la produzione di calcoli , ammassi di colesterolo (per lo più) e bilirubina e altre sostanze, nelle vie biliari (dotti epatici, cistico e coledoco).
Un giusto regime alimentare è necessario per ovviare-tamponare, a questo problema.

giovedì 28 novembre 2013

Anoressia e bulimia... la ricerca continua!

di Vincenzo Catapano

L' anoressia e la bulimia sono due importanti disturbi del comportamento alimentare. L' anoressia è la mancanza o diminuzione dell'appetito, mentre la bulimia è un problema che porta ad ingerire un eccesso di cibo per poi riuscire a non metabolizzarlo, mediante vomito autoindotto ed altri metodi. Le cause scatenanti possono derivare da patologie cliniche, da assunzione di sostanze, spesso psicostimolanti, ma anche da un disagio neurologico.
Le ultime ricerche hanno dimostrato l' esistenza di una centralina in grado di accendere e spegnere l' interesse per il cibo. La sede di queste funzioni è sita in una regione del cervello, chiamata nucleo del letto della stria terminale (bnst), posta tra l' ipotalamo e il corpo amigdaloideo. La ricerca, effettuata su topi di laboratorio geneticamente modificati, ha portato alla scoperta di neuroni che sono stati attivati dopo esser stati colpiti artificialmente da una luce emessa da fibre ottiche. Questi neuroni sono attivi proprio mente mangiamo, inibendo così l' ipotalamo laterale. Questa rete di neuroni, studiata dai ricercatori dell' università del Nord Carolina, quando è attiva invoglia a mangiare anche se si è sazi, e quando è spenta porta a tralasciare l' interesse per il cibo anche se si è affamati.

Grazie a queste ricerche è stata confermata la base neurologica dei disturbi alimentari, siamo quindi più vicini a un futuro fatto di nuove soluzioni e nuove terapie.

Fonti: www.ansa.it
(fonte immagine: web)
 

Rimandiamo ad un articolo già precedentemente pubblicato su questo argomento: "Bloccare la fame nervosa inattivando l'ormone dell'ansia - di G. Annunziata"

mercoledì 27 novembre 2013

I mille e più usi dell'Aloe

di Giuseppe Annunziata

Conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo fin dai tempi più remoti, l'Aloe è un componente fondamentale della cosiddetta "Farmacia naturale", ampiamente utilizzata proprio per il suo elevato potenziale curativo. Il campo d'applicazione è molto vario e va dall'uso interno, per il trattamento di disturbi gastrointestinali, a quello interno per cura della pelle e cosmesi.

Frutti di bosco, Elisir di salute e giovinezza... ma attenzione!

di Vincenzo Catapano


I frutti di bosco fanno bene alla salute e al cuore. A darne la conferma è uno studio tenuto dalla "Harvard School of  Public Health" di Boston, secondo il quale i frutti di bosco hanno un ruolo di protezione nei confronti degli attacchi cardiaci. Mangiando frutti di bosco due o tre volte alla settimana si riduce il rischio di attacco cardiaco di circa del 30% , soprattutto nelle donne. Inoltre questi frutti, ricchi di polifenoli, flavonoidi e acidi fenolici, consentono di prevenire il cancro, evitare infezioni all'intestino e rallentare l' invecchiamento.

lunedì 25 novembre 2013

Glutammato di sodio, occhio agli alimenti preconfezionati

Glutammato mon
osodico
Glutammato monosodico
di Giuseppe Annunziata

Il glutammato di sodio è un sale ottenuto dal sodio e dall'acido glutammico, amminoacido ampiamente presente in natura. Si tratta di un esaltatore dei sapori che, addizionato ad altre sostanze, consente di limitare la dose degli aromi. Nell'industria alimentare viene indicato con la sigla E621 ed utilizzato come additivo nella stragrande maggioranza degli alimenti preconfezionati come carni, verdure in scatola, prodotti congelati e liofilizzati, prodotti stoccati e dadi da brodo, conferendo maggiore palatabilità a tali cibi. Altrettanto abbondantemente, il glutammato di sodio lo si trova nella cucina orientale, specialmente quella cinese e giapponese, che fa largo uso della Laminaria japocnica, un'alga ricca proprio del sale sodico del glutammato.

Attualmente è considerato un additivo sicuro, alle dosi raccomandate, anche se la ricerca ha ampiamente dimostrato non pochi effetti negativi conseguenti al suo utilizzo.

Vediamoli in dettaglio.

sabato 23 novembre 2013

Acido folico, quell'acido che fa bene

di Dominic Salamone

L'acido folico (folacina) fa parte delle vitamine del gruppo B, è idrosolubile e agisce come la vitamina B12, nella scomposizione e utilizzazione delle proteine.
E' necessario per un corretto funzionamento del cervello, è essenziale per la salute mentale ed emozionale, fa aumentare l'appetito e stimola le funzioni del fegato. Inoltre è necessaria per i processi di sintesi e riparazione del DNA.
Il termine folato deriva da fogliame e indica gli alimenti dove si può trovare questa vitamina: nelle verdure a foglie verdi (spinaci, broccoli, lattuga a foglia larga), ma la troviamo anche nei fagioli, riso, fegato di pollo, cereali integrali e nel lievito di birra.

L'acido folico è particolarmente importante nel periodo della gravidanza e la sua quantità nella dieta deve essere aumentata per tutelare la salute sia della madre che del bambino. Durante il periodo d'attesa questa vitamina contribuisce alla formazione del condotto neurale, che comincia subito dopo il concepimento e in seguito diventa la colonna vertebrale del bambino.

venerdì 22 novembre 2013

Banana ..frutto energetico !

di Andrea De Simone


La banana, è un frutto introdotto in Europa intorno al 1500-1600, grazie ai Portoghesi, che la importarono dall' Africa. La pianta di banana, è l'erbacea più grande ad essere dotata di fiore.
In linea di massima, è considerata essere tra i frutti più completi sotto il punto di vista nutritivo . Di sicuro, le sue numerose proprietà , fanno di essa un frutto prediletto da qualsiasi sportivo !
Si presenta in una buccia, dall'aspetto giallastro (verdognolo se poco matura) e qualche chiazza nera/marrone scuro: altro non è che un processo di maturazione ,dovuto all'accumulo di serotonina , prodotta dal triptofano.

Accelerare il metabolismo per rimanere in forma

di Giuseppe Annunziata

Un metabolismo lento è spesso causa di svariati problemi che vanno da un aumento ponderale, ad una implicazione tissutale, fino ad arrivare, in ultima analisi, all'insorgenza di patologie strettamente correlate.
Ma è possibile migliorare il proprio metabolismo? La risposta è, chiaramente, positiva. E non sono necessari sforzi immani, bastano piccoli accorgimenti da seguire quotidianamente.

Da un punto di vista macroscopico, possiamo suddividere le cose da fare in tre raggi d'azione: qualità del cibo, quantità di calorie assunte ed attività fisica. Guardiamoli in dettaglio.

giovedì 21 novembre 2013

Biscotti senza uova né burro, una dolce ricetta per tutti

di Giuseppe Annunziata

Chi ha detto che chi vuole fare attenzione alla propria linea o chi deve, necessariamente, sottoporsi a restrizioni caloriche non possa godere delle gioie del palato? Non è vero che 'dieta ipocalorica' è sinonimo di cattiva cucina, triste e senza sapore. Anzi, è importante riuscire a rendere quanto più falso questo binomio per fare in modo che alla mente non venga mai negata la giusta ricompensa, rappresentata da un cibo saporito. Qualche piccolo accorgimento, un giusto espediente ed ecco che anche un piatto dietetico può diventare un'esaltazione della buona cucina.

Quella che vi presentiamo è una ricetta per degli ottimi biscotti senza grassi animali e senza latte, ideale snack o colazione per chi vuole deliziarsi rimanendo in salute. E' possibile, naturalmente, modificare la ricetta a piacimento, adattandola alle personali esigenze, cercando, però, di rimanere quanto più possibile nel range della "tolleranza". Personalmente, per una ricca colazione (in assenza di specifiche condizioni fisiopatologiche che lo impediscano), consento l'aggiunta di un velo di marmellata o miele, od una spolverata di cacao dolce per servirli più allegramente.

E' possibile, per altro, utilizzare questa ricetta come base per altri dolci da fare in casa, rispettando sempre le norme della sana alimentazione.

sabato 16 novembre 2013

Malnutrizione : bestia nera del nostro organismo

di Andrea De Simone

La malnutrizione è un serio problema presente in qualsiasi paese mondiale, industrializzato e non. Ragion vuole, che i Paesi maggiormente a rischio siano quelli sotto-sviluppati . Tuttavia, non bisogna sottovalutare l'importanza e la presenza di questo grave disagio, anche nelle grandi nazioni.
E' bene chiarire un concetto a dir poco fondamentale, riguardo la definizione di questo argomento :

"la malnutrizione è intesa come l'insieme, o la singola carenza di uno o più principi alimentari.
Quella che attanaglia i Paesi del Terzo mondo, è soltanto la forma più grave e incontrollabile di malnutrizione, ma essa è anche sicuramente presente liddove una persona qualunque non riesce/non sa/non vuole nutrirsi in maniera adeguata."


Di conseguenza, dobbiamo parlare di malnutrizione come insotmi dovuti ad un ridotto apporto energetico, o, allo stesso modo, sintomi dovuti ad un iper apporto nutritivo.

Innanzitutto, vediamo i principali sintomi causati da questo problema. Ricordo , in maniera banale e ripetitiva, che la malnutrizione può "colpire" chiunque, adulti e bambini di qualsiasi età e/o popolazione.


sabato 9 novembre 2013

Mirtillo, un aiuto per abbassare il colesterolo

di Giuseppe Annunziata

Non è ricerca recente quella che vede protagonista il tanto amato Myrtillus vaccinium, il comune mirtillo. Secondo i ricercatori dell'Università del Mississippi, questo frutto di bosco sarebbe in grado di contrastare gli elevati livelli di colesterolo in maniera più efficace (o quanto meno simile) dei farmaci sintetici tradizionali, di certo, senza alcun effetto collaterale. L'effetto ipocolesterolemizzante sarebbe da ritrovare a livello di un antiossidante, il pterostilbene. Già ritrovata nell'uva ed abbondante nei frutti di mirtillo, questa molecola avrebbe una possibile azione anticancro e lipolitica. La sua azione è assimilabile a quella del ciprofibrato, composto ad azione ipolipidemizzante e principio attivo sintetico dei farmaci anti-colesterolo. Questo principio attivo non trova, però, applicazione su tutte le tipologie di pazienti e comporta non pochi effetti collaterali, quali nausea e mialgia. Il pterostilbene, invece, avrebbe un meccanismo d'azione mirato, a livello cellulare, attivando il recettore per la proteina PPAR-alfa che ha azione "brucia grassi".

(fonte immagine: web)

venerdì 27 settembre 2013

Diventare centenari a tavola con la dieta mediterranea

di Giuseppe Annunziata

E' dalla notte dei tempi che l'uomo cerca affannosamente un rimedio alle sofferenze fisiche ma, soprattutto, all'invecchiamento. L'elisir di lunga vita, quello dell'eterna giovinezza... insomma, qualunque cosa possa "congelare il tempo" fermandolo in quelli che vengono definiti il fiore degli anni. Ma quanto possono essere attendibili simili sotterfugi per tentare di scongiurare un naturalissimo scorrere del tempo? Forse nessun intruglio potrebbe realmente avere azione anti aging più dell'adozione di un corretto stile vita che preveda l'abbandono delle cattive abitudini alimentari e comportamentali.

Come può l'alimentazione rallentare l'invecchiamento?

martedì 24 settembre 2013

Parliamo di diabete

di Giuseppe Annunziata

Il diabete mellito è una sindrome eterogenea caratterizzata da iperglicemia cronica, deficit relativo o assoluto della secrezione di insulina e/o della sua azione, alterato metabolismo glucidico, lipidico e proteico.
In questo quadro generale, ricopre un ruolo fondamentale l'insulina, responsabile del controllo omeostatico della glicemia. L'insulina, prodotta e secreta dalle cellule beta del pancreas è, di fatto, l'unico ormone ipoglicemizzante, a fronte dei numerosi ormoni iperglicemizzanti (glucagone, catecolamine, cortisolo, GH), responsabili dell'aumento dei livelli di glucosio nel sangue, rilasciato dal fegato nelle fasi di digiuno.
I livelli di glicemia, sia per attività degli ormoni che ne controllano l'omeostasi, sia per implicazione dell'alimentazione, non sono costanti, ma tendono a variare. Nella fase immediatamente successiva al pasto, si ha un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue, noto come iperglicemia post-prandiale che, però, rimane transitoria e tende ad essere compensata in un arco temporale di circa due ore. Quando i meccanismi fisiologici sono alterati, viene compromesso tale controllo, pertanto, le suddette iperglicemie transitorie divengono condizione cronica e, dunque, definite iperglicemie post-prandiali protratte nel tempo. Simile situazione rappresenta il primo campanello dall'allarme per una possibile insorgenza di diabete.

giovedì 19 settembre 2013

L’alimentazione per il benessere del cuore.

di Angela Arnone


Il cuore è l'organo centrale dell'apparato circolatorio, funge da pompa capace di produrre una pressione sufficiente a permettere la circolazione del sangue. Il cuore è un organo cavo fibromuscolare di forma conica schiacciata o di tronco piramidale rovesciato. Sopra di esso vi sono i bronchi, il timo e i grossi vasi, quali:  l'aorta, le vene polmonari, le arterie polmonari e la vena cava. Internamente il cuore è diviso in quattro cavità, appaiate funzionalmente a due a due. Ogni paio di cavità è costituito da un atrio (a parete sottile) e un ventricolo (a parete più spessa) collegati tramite una valvola cardiaca. Le due paia di cavità sono separate da un setto cardiaco. Il cuore come tutti i muscoli è capace di contrarsi sfruttando l'energia prodotta dalla ossidazione di sostanze energetiche (come acidi grassi, carboidrati) in presenza di ossigeno. 

Dislipidemia, come abbassare i livelli di colesterolo a tavola

di Giuseppe Annunziata

Oltre ad essere un importante precursore di sali biliari, ormoni steroidei e vitamina D, il colesterolo è uno dei principali costituenti delle membrane biologiche, importantissime barriere fisiche che circondano le cellule proteggendole dall'ambiente esterno e preservandone il contenuto. Tali membrane sono strutture lipidiche, costituite da un doppio strato di fosfolipidi (altra importante classe di lipidi endogeni) tra i quali il colesterolo si interpone. Date le sue caratteristiche chimiche, il colesterolo è in grado di interagire sia con la componente lipidica delle membrane biologiche che con l'ambiente acquoso extracellulare. L'interposizione del colesterolo tra i fosfolipidi ne impedisce il compattamento rendendo, così, la membrana più fluida, quindi più capace di adattarsi ai vari movimenti cellulari, ma anche più resistente agli insulti di natura meccanica. Da qui, dunque, si evince un ruolo positivo del colesterolo che, però, è vincolato dalle concentrazioni dello stesso. Un eccesso di colesterolo, infatti, risulta essere dannoso per la cellula in quanto responsabile dell'instaurarsi di interazioni molecolari molto forti che rendono la membrana eccessivamente rigida. Questa rigidità non consente alla membrana stessa di assorbire impatti meccanici, pertanto, tende a rompersi o, quantomeno, a danneggiarsi. Accanto a questa principale conseguenza, bisogna anche ricordare l'aumentata possibilità di precipitazione del colesterolo nel citoplasma e la successiva cristallizzazione. L'accumulo di colesterolo a livello cellulare può essere conseguenza di un aumentata sintesi endogena (che si verifica in fegato, cervello e surrene), un esaurimento dei siti di scorta, un inadeguato sistema di allontanamento dalla cellula o, al contrario, un eccessiva deposizione di quello esogeno. Questa deposizione è necessaria per la maggior parte delle cellule, che non sono in grado di sintetizzare il colesterolo. I trasportatori in questione sono particolari lipoproteine chiamate HDL (High Density Lipoproteins) e LDL (Low Density Lipoproteins), meglio conosciute con il nome comune di "colesterolo buono" e "colestolo cattivo".

mercoledì 4 settembre 2013

Dieta e sport : << Integratori , impariamo ad utilizzarli al meglio >>

Linee guida per utilizzare gli integratori

di Andrea De Simone



Sempre più diffusa è la "moda" degli integratori. Come dice stesso la parola, essi integrano macronutrienti essenziali, affinchè possano essere assimilati e sfruttati dal nostro organismo. Il più delle volte questi contengono un insieme di elementi importanti e spesso sono in polvere (assunti in forma liquida) e per questo usati dal molti atleti, body builder e neofiti atleti, perchè sono pratici, veloci da preparare, e il più delle volte non caricano eccessivamente la nostra digestione.


martedì 27 agosto 2013

Bloccare la fame nervosa inattivando l'ormone dell'ansia

di Giuseppe Annunziata

Fame nervosa e compulsiva, ossessione per il cibo, bulimia. Sono questi alcuni fra i principali e più diffusi disturbi dell'alimentazione che affliggono una importante fetta della popolazione mondiale. Il più delle volte la causa è da ricercare in momentanee situazioni di stress, altre in vere e proprie compromissioni psichiche che finiscono col diventare un disagio per chi ne soffre. Oltre alle conseguenze meramente organiche, dovute alla smodata introduzione di cibo di ogni tipo e qualità, da non sottovalutare sono anche  quelle psicologiche che spingono all'affannosa ricerca di qualcosa con cui alimentarsi, facendo, in questo modo, perdere il vero senso della nutrizione in quanto tale.


mercoledì 7 agosto 2013

Insufficienza renale, ecco cosa mangiare

di Giuseppe Annunziata

L'insufficienza renale è una condizione patologica caratterizzata da una ridotta capacità del rene di svolgere le proprie funzioni fisiologiche. Nella fase acuta della patologia si verifica un rapido accumulo di scorie azotate accompagnato da scompenso elettrolitico e squilibrio acido-base. La cronicizzazione può essere causata da una serie di patologie a carico dell'organo. Talvolta, danni a carico del rene possono derivare da patologie secondarie come diabete ed ipertensione o, ancora, da altri fattori, il più delle volte sottovalutati.

La dietoterapia, in questi casi, consiglia un'alimentazione ipoproteica e povera di sale, atta a non sovraccaricare il già malfunzionante rene. Ma spesso questo non basta.


mercoledì 31 luglio 2013

Frutta e verdura per idratarsi a tavola

di Giuseppe Annunziata

Con le elevate temperature che questa bella stagione ci offre, va sempre più scemando il desiderio intrinseco di consumare un pasto completo, a pranzo o a cena. Ecco, dunque, che si incorre nel gravoso errore di darsi a frugali pasti, veloci, il più delle volte fuori orario, spezza-fame ed ipercalorici che si infliggono come spada di Damocle sulla linea, ma soprattutto sullo stato di buona salute.

Come fare, dunque, per avviare in maniera, come sempre, naturale e salutare?

venerdì 26 luglio 2013

Saltare la colazione aumenta i fattori di rischio cardiologico

di Giuseppe Annunziata

A dimostrarlo è stato uno studio condotto da ricercatori della Harvard School of Public Healt, USA. Secondo gli scienziati, non fare colazione al mattino è un'abitudine che aumenta il rischio di malattie cardiovascolari ed attacchi cardiaci più frequenti della media.

Lo studio, durato 16 anni, su un campione di 27.000 individui di sesso maschile con età compresa fra i 45 e gli 82 anni, volontari, ha evidenziato un aumento di circa il 27% del fattore di rischio cardiologico e mortalità per insufficienza coronarica fra coloro che erano soliti non concedersi il primo pasto della giornata. Va, comunque, sottolineato che in questa categoria rientravano anche fumatori, bevitori e soggetti che svolgevano scarsa attività fisica, tutti fattori che contribuiscono ad innalzare il rischio cardiologico. In ogni caso, come sostiene la dott.ssa Leah Cahill, principale autrice della ricerca: "saltare la colazione può condurre di per sé a rischi quali obesità, ipertensione, forte tasso di colesterolo e diabete che sono in grado di favorire alla lunga una crisi cardiaca".

(fonte: Ansa.it - Salute&Benessere)
(fonte immagine: web)

martedì 23 luglio 2013

Come conservare gli alimenti...

...perché una sana alimentazione è data anche da una corretta conservazione!

di Angela Arnone

Partiamo innanzitutto dalla descrizione di “Microrganismo”.
Un Microrganismo è un organismo vivente non  visibile ad occhio nudo; esso si trova in quasi tutti gli ambienti naturali e si suddivide in quattro categorie:
  • Batteri
  • Funghi o Muffe
  • Lieviti
  • Virus

Batteri VS Alimenti.
La crescita microbica potrebbe causare alterazioni dell’alimento, e ci sono vari fattori intrinseci che potrebbero favorirla, tra cui : il valore dell’attività dell’acqua, il pH, il potenziale redox, la temperatura e la consistenza.
Vari sono i microrganismi che si possono trovare negli alimenti, ad esempio: nelle uova, nel latte e nei gelati si può presentare la Salmonella, negli hamburger E. Coli, nelle fragole il Virus dell’Epatite A.
I batteri più comunemente presenti negli alimenti sono: i Coliformi Totali (gram negativi, che fermentano il lattosio a 35-37°C), i Coliformi Termotolleranti (che fermentano il lattosio a 44°C, come E. Coli, ospite intestinale umano), Enterococchi (gram positivi, resistenti ai trattamenti di bonifica degli alimenti, con habitat fondamentalmente intestinale), Clostridi Solfito-Riduttori (germi sporigeni non solo di origine fecale, le cui spore sono molto resistenti alla disinfezione e data la loro longevità sono impiegati come indicatori di contaminazione).

Conservazione degli Alimenti.La Conservazione degli alimenti è data dall’insieme delle tecniche che servono a rallentare i processi di alterazione a cui vanno incontro gli alimenti, sia per effetto del tempo che dell’ambiente (luce e calore), mantenendo inalterate le proprietà nutritive ed organolettiche. Con queste tecniche è possibile conservare gli alimenti in luoghi diversi da quelli di produzione e in stagioni diverse da quelle di raccolta. Gli alimenti possono essere conservati tramite tre metodi:
  • Fisici
  • Chimici
  • Biologici

lunedì 22 luglio 2013

Vino rosso, un calice di salute

di Giuseppe Annunziata

Oltre ad un intrinseco significato mistico e religioso (ricordiamo i miti del dio Bacco o la stessa Ultima cena di Gesù), il vino è una ricchissima fonte di proprietà benefiche che contribuiscono al mantenimento di uno stato di buona salute. Tale considerazione, tuttavia, prescinde il senso di moderazione necessario nell'assunzione del vino: se si eccede nella quantità, prevalgono gli effetti negativi dell'alcol etilico che, oltre ad annullare quelli benefici, portano a serie e non poche complicanze!

Da un punto di vista chimico, il vino risulta essere costituito da una miscela di acqua ed etanolo, in cui sono presenti polifenoli, antocianine, anidride solforosa, sali minerali (tra cui, calcio, sodio, fosforo, potassio, zinco, fluoro e magnesio) e vitamine (A, B1, B2, B3, B4, B6, K e J) che, combinati secondo le diverse varietà di vino, conferiscono qualità, caratteristiche organolettiche e tipicità del nettare degli dei!


venerdì 19 luglio 2013

Combattere l'ansia con i metodi naturali

di Giuseppe Annunziata

L'ansia è uno stato psichico caratterizzato da una sensazione di malessere generalizzato, accompagnata da emozioni negative simili alla paura. La sintomatologia comprende sensazione di tristezza, disagio, attacchi di panico, disturbi a carico della sfera sessuale, insonnia. Molteplici possono essere le cause, fra le quali le più frequenti sono disturbi mentali o compromissioni psicologiche. Il progredire di questa condizione può comportare l'insorgenza di fobie o disturbi ossessivo-compulsivi.

Da quanto detto, e da quanto l'esperienza quotidiana e comune insegna, si evince che è quantomeno necessario tenersi lontano da simili condizioni patologiche. La prima cosa da fare per riuscire in questo intento è allontanare lo stress dalle nostre giornate, vivere più rilassatamente, affrontare le difficoltà quotidiane con la giusta serenità, senza troppo soffermarsi sulle emozioni negative, ma cercando sempre l'aspetto positivo del tutto. E' importante, dunque, entrare nell'ottica del mens sana in corpore sano ricordandosi che solo una mente rilassata può mantenere il corpo in buona salute, e non viceversa!

Ma quando la visione più "filosofica" per combattere l'ansia, da sola, non è sufficiente, abbiamo bisogno di un piccolo aiuto dall'esterno. Chiaramente non mi riferisco alla smodata assunzione di ansiolitici (come le benzodiazepine) che alcuni terapisti consigliano, ma ai dolci rimedi che l'onnipresente Madre Natura mette a nostra disposizione.

mercoledì 17 luglio 2013

Fumaria officinalis, un ottimo depurativo per il fegato

di Giuseppe Annunziata

Fumaria off. - sommità fioritaCuriositàdeve il suo nome all'acre ed acido odore che sprigionano le radici quando viene estirpata, od all'odore, molto simile a quello del fumo, emanato dalle foglie sfregate. Fumaria deriva dal latino (Fumus= fumo) per la credenza popolare di provocare lacrimazione qualora il succo venisse a contatto con gli occhi.
Un po' di storia: la Fumaria era già nota nell'antichità come regolatrice delle vie biliari. Dioscoride e Galeno ne apprezzavano le proprietà benefiche sulla depurazione del sangue e prescrivevano la Kapnion (Gr.= fumo) per le malattie del fegato, per l’itterizia e per la dermatosi.
Nel 1500, veniva chiamata Fumus Terrae perché si credeva fosse generata dalle emanazioni di vapore emesse dal terreno che, dopo la pioggia, consolidandosi, assumevano aspetto di piante. Tale tradizione si è mantenuta anche oltreoceano: nell'America settentrionale, infatti, si credeva che non nascesse da un seme ma fosse un’emanazione della terra, ed il nome Fume Root descrive il modo con cui il fogliame verde bluastro si allarga sul terreno simile ad una nuvola di fumo.
Nella metà del XVII secolo, il medico erborista Culperer, rifacendosi a Dioscoride, si sofferma sugli effetti benefici della Fumaria per la vista, quando assunta sotto forma di succo fresco, sottolineando un (magari ignorato!) collegamento con la Medicina Tradizionale Cinese (si ricorda la correlazione fegato-vista).
Mattioli, nel 1885, la considerava il fitocomplesso specifico delle affezioni addominali. Secondo la tradizione popolare, la Fumaria assicura lunga vita, insieme al Frassino ed all'Angelica. Leclerc, verso fine '800-inizio '900, la raccomandava nei soggetti pletorici che abusano dei piaceri della tavola.
Più recenti studi hanno confermato l'azione antispasmodica dello sfintere di Oddi ad azione costante ed antalgico biliare (Roux e Coli., 1973) e l'utilità nelle manifestazioni epatodigestive dell'infanzia (J. Torlet, 1976).
Attualmente, in Germania, la Fumaria officinalis è approvata per l'indicazione: "coliche che interessano la colecisti e le vie biliari, insieme al tratto gastrointestinale". E', tuttavia, da non trascurare l'utilizzo tradizionale della Fumaria per affezioni dermatologiche, quali crosta lattea, eczema, scabbia. "[...]L'uso proprio della medicina popolare che impiega la pianta nel trattamento di svariate dermatosi potrebbe essere giustificato dall'azione depurativa della Fumaria e dalla presenza dell'acido fumarico che compare, come sostanza di sintesi in alcuni farmaci per il trattamento della psoriasi (Della Loggia R., op. cit., p. 215)"

martedì 16 luglio 2013

Melissa officinalis




di Giuseppe Annunziata

Secondo la teoria delle signature la Melissa è pianta di Venere per eccellenza, cioè pianta medicinale per i disturbi femminili. Infatti, conosciuta fin dal Medioevo per le sue proprietà antiisteriche e sedative, è capace di curare disturbi gastrici e nausee da ipereccitabilità, amenorree e dismenoree di origine psichica.
Curiosità: La Melissa è anche conosciuta come Cedronella, Erba limona o Erba cedrata. Nel X secolo gli arabi la utilizzano come cordiale e contro la malinconia. La melissa entra nella composizione della "chartreuse" del "bénédictine".
La Melissa è uno degli ingredienti della nota "Acqua antisterica dei Carmelitani Scalzi", rimedio utile in caso di insonnia ed eccitazione nervosa.
Un po’ di storia: il nome Melissa deriva dalla radice indoeuropea "Mel", la stessa da cui proviene il termine "miele". La sua è una storia antica, essendo stata coltivata da molte civiltà, come gli Arabi, i Romani, Francesi, che già ne conoscevano le molte proprietà curative. In greco significa pianta delle api, a dimostrare la predilezione che questi insetti hanno per la pianta. Durante il medioevo la melissa conobbe un periodo di fama come erba medicinale, infatti, Carlo Magno ne aveva ordinato la coltivazione nei giardini medicinali del regno

Funghi, una farmacia naturale nel piatto

di Giuseppe Annunziata

Porcini o champignon... trifolati o al risotto, i funghi sono un alimento molto versatile, che si presta a varie modalità di preparazione di numerosi piatti della nostra tradizione culinaria, pietanze prelibate o sfiziose.
Generalmente, nascono spontaneamente, da parassiti, in ambienti umidi, nutrendosi grazie alle radici di piante con cui vivono in simbiosi. Il periodo migliore per la raccolta è, di solito, l'autunno.
Com'è chiaramente risaputo, ne esistono numerose specie delle quali solo alcune sono commestibili, pertanto, è doverosa la massima prudenza nella raccolta fai-da-te.

Ma quali sono le proprietà nutritive dei funghi? Facciamone una dettagliata carrellata.

domenica 14 luglio 2013

Dieta e sport : << Aumentiamo la nostra massa muscolare >>

Impostazione dieta di massa , linee guida

di Andrea De Simone
Aumentare la propria massa muscolare, non è utopia . Soprattutto all'inizio, è facile osservare già
grandi risultati con una buona dieta strutturata in modo intelligente e completo.
E' molto importante distribuire i vari macronutrienti in modo equilibrato in ogni pasto.
La fase di massa, definita bulking negli States, ha il compito di aumentare l'apporto kcal quotidiano, permettendoci di lavorare di più in palestra ,col conseguente aumento della propria massa muscolare. Come già detto nel post precedente, un buon inizio è assumere 15-20% delle kcal giornaliere in più. Non andate oltre, a meno che non siate agonisti.
In linea generale , la formula iniziale per impostare una dieta di questo tipo è la 50 - 20 - 30 .
Costa intendiamo:
- 50% delle vostre kcal dai carboidrati
- 20% delle vostre kcal dalle proteine
- 30% delle vostre kcal dai grassi


..In questo modo permetterete al vostro corpo di avere ottime riserve energetiche e di pronto utilizzo fornite da carbo e lipidi, che vi consentiranno di lavorare al meglio in palestra, oltre alle proteine che costruiranno il vostro muscolo .


venerdì 12 luglio 2013

Il caffè, la bevanda più amata dagli Italiani. Oltre ad essere buono tiene alla larga il diabete

di Giuseppe Annunziata

“Ah! Che bello 'o ccafè! Sulo a Napule 'o ssanno fa' e nisciuno se spiega pecche' è 'na vera specialità”
Così cantava nei primi anni ’60 Domenico Modugno nella famosa “’O ccafè” rivisitata, poi, trent’anni dopo, dal poeta della canzone Fabrizio De Andrè nella sua celeberrima “Don Raffaè”.
Protagonista comune, il caffè.
Il caffè è una bevanda scura ottenuta dalla macinazione di alcuni semi di alberi tropicali del genere Coffea, appartenenti alla famiglia botanica delle Rubiaceae.
Sulla scoperta dei semi della pianta da caffè si ipotizzano diverse leggende che vedono la nascita di questa pianta (divenuta inseguito così tanto famosa in tutto il mondo) in Etiopia od in Persia. Ben presto la bevanda, ottenuta dall’infusione dei semi macinati, fece il giro del mondo, fino ad arrivare, intorno al XVI secolo in Italia, più precisamente a Venezia che fu la prima città a farne uso grazie a suoi rapporti commerciali con il Vicino Oriente.

Oggi come oggi, il caffè (che viene prodotto in Brasile, Vietnam, Colombia, Indonesia, Messico, Guatemala, Honduras, Perù, Etiopia e India) è diventato bevanda nazionale in molti Stati. Molte persone lo consumano dopo i pasti o a colazione, proprio per la sua principale funzione eccitante, o durante le ore di pausa, dando vita alla cosiddetta “pausa-caffè” che vede, appunto, l’atto del bere il caffè come momento di aggregazione.
Come ogni cosa, però, anche il caffè ha i suoi riscontri positivi e negativi, legati ad un consumo normale o ad un abuso. Analizziamo insieme i rischi ed i benefici del caffè.

giovedì 11 luglio 2013

Allarme obesità infantile

di Dominic Salamone 

L'obesità è una condizione clinica caratterizzata da un eccessivo peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute. Si sta diffondendo in maniera pandemica a causa della malnutrizione e di uno stile di vita sedentario.

L'obesità infantile è un problema che riguarda le principali nazioni occidentali tra cui l'Italia. 
Nella nostra nazione il 23.6% dei bambini risulta essere sovrappeso mentre il 12.3%  è obeso.
Il record negativo è posseduto dalla Campania con il 49% di soggetti tra gli 8-9 anni in sovrappeso (28% sovrappeso+21% obesi) a seguire Calabria e Molise con il 43%. 
I rischi dell'obesità sono dovute all'introduzione di cibi ad alto contenuto calorico e ad una ridotta attività fisica.
La riduzione dell'attività fisica nei bambini e adolescenti è dovuta anche alle numerose ore che passano davanti alla tv e giocando alla playstation.

E'necessario che le istituzioni effettuino delle campagne di prevenzioni contro l'obesità cercando di incentivare le attività sportive ma soprattutto promuovendo campagne per una sala alimentazione.

(fonte immagine: web)

La dieta mediterranea per migliorare la sessualità della donna

di Giuseppe Annunziata

Altro che cure a base di ormoni o abbuffate di cibi afrodisiaci. Per migliorare ed incrementare la vita sessuale femminile, basterebbe la vecchia cara dieta mediterranea.
A confermare questa salutare tesi, un Centro di ricerche cliniche della divisione di malattie del metabolismo della Seconda Università di Napoli.
Secondo i ricercatori, il regime alimentare mediterraneo, più equilibrato e ricco di nutrienti essenziali, assicurerebbe longevità, una migliore qualità di vita, pensiero positivo, una protezione nei confronti di diverse malattie e, soprattutto, una vita sessuale più lunga e soddisfacente per la donna.
Dai dati pubblicati dalla Società Italiana di Endocrinologia, in Italia, i disturbi legati alla sessualità sono più frequenti proprio nelle donne.
L'importanza della dieta mediterranea nel miglioramento della sfera sessuale, non è, tuttavia, da considerarsi una sorta di rimedio clinico o farmacologico nella cura o nella risoluzione dei disturbi ad essa associati.

mercoledì 10 luglio 2013

Gli alimenti per la bellezza

di Giuseppe Annunziata

Ciò che non è ancora molto diffuso fra la gente è il concetto del binomio nutrizione-benessere. Tali parole, apparentemente differenti tra loro, sono, invece, molto simili, concettualmente parlando, e strettamente legate. Questa mancata consapevolezza deriva dall'idea che nutrirsi voglia significare,  esclusivamente, alimentarsi, sfamarsi, insomma, assecondare una comune esigenza fisiologica. In verità non è così! Tralasciando una più olistica trattazione di questo importantissimo argomento (secondo la quale l'atto della nutrizione ricopre un ruolo rilevante dal punto di vista psicologico, in quanto esercitato portando alla bocca qualcosa che esiste all'esterno e che, poi, diviene parte integrante del nostro stesso organismo!) diciamo solo che nutrizione non significa mera introduzione di cibo, ma assunzione controllata e consapevole di principi nutrizionali fatta, come a qualcuno piacerebbe dire, con Amore! Il cibo, infatti, va considerato come un'arma a doppio taglio, nel senso che può curare (ricordiamo la conclamata efficacia farmacologica di numerosi alimenti) e può far ammalare, basta solo saperlo utilizzare!
In questa sede, però, ci occuperemo del valore degli alimenti nel mantenimento della bellezza estetica. Preparare un pasto in maniera consapevole, dando il giusto peso a salute e benessere, aiuta a sentirsi meglio e può essere un ottimo modus operandi per la nostra bellezza.
Ma quali alimenti prediligere a tale scopo?

martedì 9 luglio 2013

Dieta e sport : << ..dalla teoria alla pratica! >>

Impostare un programma alimentare

di Andrea De Simone

Parleremo in questo articolo dell' impostazione di una dieta abbinata allo sport, più nello specifico : prendere peso (aumentare in maniera slautare la propria massa magra) o perderlo.
Prima di entrare nel vivo dell'argomento, ecco alcune premesse e concetti importanti al fine della comprensione dello stesso:
- TDEE (Total Daily Energy Expenditure) o FCG (Fabbisogno Calorico Giornaliero) , rappresentano la quantità di kcal consumate da un individuo in un giorno.

La relazione fra questi due concetti è semplice:
Per prendere peso, è necessario assumere più calorie di quante se ne consumano in un giorno ("TDEE").
Per ottimizzare l'aumento di peso (cioè prendere più muscolo e meno grasso possibile), è indispensabile seguire una buona dieta accoppiata ad un allenamento coi pesi.
Un ritmo di circa +1kg/mese (+500g/15gg) è un'ottima base di partenza, ma ognuno col tempo troverà il ritmo che gli consente di guadagnare più muscolo possibile minimizzando l'aumento della massa grassa.

Per perdere peso, bisogna assumere meno calorie rispetto al TDEE.
Per perdere più grasso e meno muscolo possibile, è indispensabile seguire una buona dieta accoppiata ad un allenamento coi pesi.
Un ritmo di circa -2kg/mese (-500g/settimana) è ciò che si consiglia di solito. Perdite di peso più repentine potrebbero essere non ottimali (sia per questioni di salute, sia perchè si perderebbe più muscolo).

Va da sè che se l'introito calorico è pari al TDEE, il peso rimarrà costante e la dieta sarà definita di mantenimento.


Rhodiola rosea, un aiuto naturale per gli studenti sotto esame

di Giuseppe Annunziata

Per uno studente, il periodo pre-esame rappresenta la principale fonte di stress ed ansia che si manifestano, sovente, con compromissioni organiche e comportamentali, dalla comune colite nervosa, all'inappetenza, all'irascibilità, passando per la nevrosi. Molto comuni sono anche episodi di eruzioni cutanee, manifestazioni eczematose, desquamazione del cuoio capelluto, alopecia, il tutto assimilabile alla sopradescritta situazione di stress ed al conseguente consumo di sostanze "poco sane", quali caffè, fumo, cibi eccessivamente grassi e dolci, come fonte di momentaneo piacere. Si tratta, insomma di una situazione poco piacevole che, peraltro, ha come ulteriore conseguenza un drastico calo dell'attenzione che influisce negativamente sulla capacità di gestione della stessa e sul rendimento globale.
Ma come è possibile aiutarsi naturalmente?

lunedì 8 luglio 2013

Cereali per la prima colazione, un veleno sulle nostre tavole. Occhio alle RDA

di Giuseppe Annunziata

In sempre più famiglie è d'uso comune consumare ricche colazioni, abbondanti d'ogni alimento dolce e, qualche volta, anche salato. Ottima abitudine, in virtù del sempreverde detto "A colazione col Re, a pranzo col mercante ed a cena col povero" dove si sottolinea, per l'appunto, l'importanza di una colazione come vero e proprio carburante che dia il giusto sprint per cominciare la giornata! Ma è proprio vero che si può consumare tutto in larga misura? C'è qualche alimento dal quale doversi tenere lontani? Certo che sì! Primo fra tutti, i cereali per la prima colazione.


domenica 7 luglio 2013

La dietetica cinese

di Giuseppe Annunziata

La Dietetica Cinese è uno degli otto tradizionali rami della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) ed ha sempre ricoperto un ruolo di particolare importanza tanto nella prevenzione quanto nella terapia. A differenza del significato di restrizione che viene associato alla dietetica in medicina occidentale, in MTC ogni alimento, determinando specifici movimenti e mutamenti energetici, trova indicazione al trattamento di uno specifico squilibrio e, al tempo stesso, appare evidentemente controindicato nei casi opposti. Si tratta, dunque, di una dietetica puramente energetica. Essa, infatti, consiste in un'educazione alimentare che suggerisce essenzialmente di nutrirsi di alimenti che forniscano energia YIN, che dà luogo a tutta la dialettica sui sapori, e quintessenza JING, energia sottile che nutre le potenzialità profonde dell'organismo. Questa viene distillata dallo stomaco, immersa e conservata nei reni e negli altri organi e, per tale motivo, detta Jing acquisita. Il Jing è l'energia che avvia il metabolismo di tutto l'organismo. Esso è massimo negli alimenti freschi e nelle uova gallate e tende a diminuire man mano che si procede con la conservazione. L'obiettivo di questo tipo di alimentazione, dunque, dev'essere quello di consumare esclusivamente alimenti che non impoveriscano lo Jing innato, ma, sopratutto di sincronizzare l'energia dell'Uomo con quella dell'ambiente che lo circonda. Per tale motivo la Dietetica Cinese consiglia l'assunzione di alimenti che provengano dalla propria zona geografica e dalla stagione attuale: in questo modo si assumerà il massimo dello Jing e, al contempo, si porrà l'Uomo in sintonia con il Mondo.

sabato 6 luglio 2013

Bevi bene e vivi meglio


Di  Catapano Vincenzo e Salamone Dominic


L’ acqua ha un ruolo fondamentale nel nostro organismo in quanto costituisce il 60-70 % del nostro peso corporeo. E’ il solvente dove si verificano la maggior parte delle reazioni metaboliche, interviene nei processi digestivi, elimina tossine e scorie, ha il ruolo di trasporto di ossigeno e sostanze nutritive nelle cellule, regola la pressione osmotica e la temperatura corporea.
L’acqua è una componente del sangue, in quanto regola il volume e la fluidità.
Una grave o lieve disidratazione può portare alla formazione di crampi, scarsa tonicità muscolare, secchezza cutanea, affaticamento, sensi di spossatezza e anche effetti negativi sull’umore.
La nostra pelle è costituita in maggior parte da acqua e per mantenerla idratata è necessario bere abbondantemente, soprattutto nei periodi estivi quando i raggi solari la rendono più secca.
E’ importante scegliere la qualità di acqua in base alla stagione e alla temperatura, dato che presenta caratteristiche chimico-fisiche differenti. 


giovedì 4 luglio 2013

Dieta e sport: << Binomio della salute! >>

 Linee guida ed informazioni generali per una dieta

di Andrea De Simone

Quante volte sentiamo parlare di persone che hanno intenzione di essere in forma per l'estate, superare la cosidetta prova costume, smaltire le eccessive calorie delle festività o perdere i kg di troppo causati da una cattiva/squilibrata alimentazione? Sempre più spesso ! La risposta a tutto questo è una sola, senza scorciatoie ne escamotage di alcun tipo : seguire una dieta equilibrata e praticare esercizio fisico.

Impostare personalmente una dieta, non è una pratica astrusa ne impossibile ..Occorre tenere a mente alcuni concetti e regole generali per poter raggiungere la tanto agognata condizione di fitness.
Ovviamente, esistono le eccezioni ..e in questo senso parliamo di diete finalizzate a target ben precisi , quali aumento massa muscolare, aumento forza muscolare (due elementi completamente diversi ! ) , definizione.. in generale diete abbinate ad una discreta/intensa attività fisica (sia essa palestra, calcio, basket o qualunque altro sport).
Di questo parleremo più avanti ..Per ora soffermiamoci sui concetti base della "dieta" per stare bene con se stessi, e con il proprio corpo !


Nocciole, antiossidanti naturali alleati della salute

di Giuseppe Annunziata

Conosciuta per le sue proprietà benefiche già nel mondo antico, greco e romano, e ben diffusa in alcune regioni italiane, la nocciola ricopre tutt'oggi un ruolo importante nel preservare lo stato di buona salute, tanto da diventare alimento consigliato nella nostra dieta.

Le nocciole sono composte per una minima parte da acqua ed, in più larga misura, da proteine, fibre, grassi, carboidrati, ceneri, zuccheri, amido, minerali (calcio, fosforo, potassio, manganese, rame, selenio, zinco, ferro e magnesio) e vitamine (B1, B2, B3, B5, B6, E, K, J e C). Numerosi sono anche gli amminoacidi, tra cui, aspartato, glutammato, arginina, glicina, leucina, prolina, serina, treonina e valina.


mercoledì 3 luglio 2013

Intolleranze alimentari: «allergie non allergiche»

di Giuseppe Annunziata
Comuni disturbi di origine gastrointestinale – nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, meteorismo – possono avere un’eziologia sicuramente da ricercare in eventuali Intolleranze alimentari. La statistica clinica ne riporta un gran numero di casi che, fino a pochi anni fa, venivano riuniti sotto la diagnosi di allergia alimentare o, in mancanza di riscontri di natura biochimica, in sindrome psicosomatica. Malgrado talune manifestazioni organiche (eritemi cutanei, affaticamento muscolare, emicrania) palesassero da tempo un interessamento gastrointestinale o, quantomeno, alimentare, solo nel 1991 l’allergologo Allen P. Kaplan descrisse con esattezza la differenza che intercorre tra allergie ed intolleranze alimentari, indicando quest’ultime come allergie non allergiche, sottolineando l’aspetto patologico di interesse immunologico.
Inutile, ora, soffermarci sulla triste diatriba che esiste, in materia di Intolleranze alimentari, fra gli operatori del settore, più o meno vicini alla visione olistica della Medicina, che non riconoscono in toto tale fenomeno, in quanto non supportato da sufficienti prove di carattere scientifico, nonostante la letteratura clinica abbia riservato un piuttosto ampio capitolo a riguardo.

Diete ipocaloriche, attenzione al rischio chetosi

di Giuseppe Annunziata
Con l’arrivo dell’estate si risveglia il “buon senso” di molti che spinge a seguire diete dimagranti più o meno attendibili dal punto di vista scientifico e salutare della cosa. Spesso, infatti, si è mossi dal volersi redimere dai tanti peccati di gola commessi durante i periodi freddi, più per il bell’aspetto in spiaggia che per la salute in sé.
Siti internet e giornali di tendenza ci bombardano di nuove “pseudo-diete” che promettono cali di peso inattesi e, il più delle volte, chiedendo molti sacrifici da parte nostra.
Ma quanto fanno bene alla salute questi regimi alimentari?

Dott. Giuseppe Annunziata

Nato ad Avellino (AV) il 17 agosto 1990 e residente a Ottaviano (NA) - Biologo Nutrizionista - Fitoterapista ed Erborista
  • Abilitazione alla Professione di Biologo e Iscrizione all'Ordine Nazionale dei Biologi
  • Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, summa cum laude - Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia - Università degli Studi di Napoli, Federico II
  • Laurea in Biologia generale ed applicata, curriculum Biologia della Nutrizione - Scuola politecnica e delle Scienze di base - Area Didattica Scienze MM.FF.NN - Università degli Studi di Napoli, Federico II
  • Diploma Professionale di Operatore in Fitoterapia ed Erboristeria- Autorizzato e riconosciuto dalla Regione Campania, ai sensi della L.R. n.19 del 28/3/1987, tenuto da ENTE DI FORMAZIONE PROFESSIONALE MAXWELL, in collaborazione con A.I.F.F. - Associazione Italiana Fitoterapia e Fitofarmacologia
  • Terapie con i Fiori di Bach
  • Volontario Croce Rossa Italiana - (ESECUTORE BLSD - Basic life support and defibrillation; ESECUTORE MDVAEP - Manovre di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica)

Il curriculum completo è disponibile su richiesta all'indirizzo e-mail: g.annunziatabio@gmail.com


"Sono un Laureato Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana. Il mio interesse per le terapie naturali mi ha spinto subito, giovane, a conseguire master, seminari e corsi di aggiornamento inerenti alle medesime discipline. Ad oggi, vanto la partecipazione al Master in Fitoterapia Clinica, conseguito presso l'Ospedale San Paolo di Napoli. Nella medesima struttura ho potuto approfondire (attraverso tirocinio medico guidato e frequenza ambulatoriale) la pratica del test kinesiologico per le Intolleranze alimentari e, sempre presso l'A.O. San Paolo ho frequentato il Seminario teorico-pratico sui Fiori di Bach, diretto dal Prof. Nicola Di Novella"

In questo blog cura la rubrica "Nutrizione olistica"

Dott.ssa Angela Arnone

Nata a Napoli (NA) il 12 dicembre 1988 e residente ad Arzano (NA) 

  • Laureando Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana - Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia - Università degli Studi di Napoli, Federico II
  • Laurea in Biologia generale ed applicata, curriculum Biologia della Nutrizione - Scuola politecnica delle Scienze di base - Area Didattica Scienze MM.FF.NN - Università degli Studi di Napoli, Federico II
  • Comprovata esperienza nell'insegnamento della danza nelle sue diverse forme
  • Volontaria Croce Rossa Italiana